• 14-05-2019

    100 anni di Confcooperative, storia ed emozioni al Parco della Musica

    Anche OSA presente all'evento cui ha partecipato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

    La sala Sinopoli dell'Auditorium 'Parco della Musica

    “Oggi abbiamo ripercorso 100 anni di storia della cooperazione in questo Paese. Abbiamo avuto un incontro emozionante con il presidente della Repubblica che è un'istituzione molto cara a noi cooperatori. Lo testimoniano i due minuti e mezzo di applausi che gli abbiamo dedicato con vero cuore. Abbiamo ricordato gli inizi, quando 71 anni fa nella Costituzione veniva introdotto l'articolo 42, poi diventato 45, in cui si sanciva l'importanza della cooperazione in Italia. E colpisce che lo stesso dibattito di allora potrebbe essere trasposto oggi con le stesse tematiche, le stesse dinamiche, la stessa funzione pubblica che la cooperazione deve assumere e che il presidente Mattarella ha ricordato come l'economia civile, a cui ci ispireremo per i prossimi anni. Il nostro augurio a tutti i cooperatori è che si aggancino a questa storia bella per il nostro Paese”. Sono le parole pronunciate da Giuseppe Milanese, presidente di OSA e di Confcooperative Sanità, che questa mattina ha partecipato insieme al board della Cooperativa all'Assemblea celebrativa dei 100 anni di Confcooperative.

     

    Una mattinata densa di significati quella andata in scena nella sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica, gremita da 1.200 delegati, giunti da ogni parte d'Italia. Una rappresentanza delle 18.500 imprese e degli oltre 3,2 milioni di soci della grande famiglia di Confcooperative, che dà lavoro a 525 mila persone e realizza un fatturato di 66 miliardi. Numeri che raccontano cos’è la cooperazione oggi dopo oltre cento anni e come contribuisce alla crescita del Paese. Ma sono soprattutto le storie e le emozioni a riempire i cuori dei presenti all'Auditorium. È un'emozione ascoltare le video-testimonianze dei pionieri del movimento cooperativo che raccontano storie fatte di impegno, condivisione, famiglia, mutualità, solidarietà. Diventa viva, l'emozione, quando il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, entra in sala, sommerso dagli applausi della platea e omaggiato dalle note dell'inno di Mameli, eseguito dal Coro delle Voci Bianche dell'Accademia di Santa Cecilia. Il Capo dello Stato prende posto sulle poltroncine rosse, accanto a lui anche il premier Giuseppe Conte e il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede.

     

    Ci sono dunque le istituzioni e le più alte cariche dello Stato a rendere omaggio al centenario di Confcooperative ma ci sono soprattutto le parole, i volti e le testimonianze di chi fa cooperazione ogni giorno a fare da filo conduttore a questa giornata. Storie di resilienza come quella di Carolina Beretta e dei suoi colleghi che, mettendosi insieme in quel fenomeno che viene descritto come ‘workers buyout’, salvano dal fallimento la loro azienda di allarmi nel comasco. Storie di legalità come quella raccontata da Giuseppe Correnti, presidente di Verbumcaudo, cooperativa che opera sulle Madonie, in Sicilia, in un feudo confiscato alla mafia da Giovanni Falcone. E poi c'è la storia, con la S maiuscola. Quella che viene portata in scena sul palco da un gruppo di attori e che ripercorre, fedelmente, il dibattito dei padri costituenti sull'articolo 45 della Costituzione che riconosce la funzione sociale della cooperazione. È da qui che parte la relazione del presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, quando dice che “la cooperazione, grazie all'articolo 45, riprese il suo cammino e l'Italia, martoriata dalla guerra, trovò i cooperatori in prima linea per la ricostruzione sociale ed economica del Paese. Da cento anni a questa parte, la cooperazione non si sottrae a un ruolo di indirizzo e di azione: la difesa del lavoro, la tutela delle comunità più vulnerabili e dell'ambiente, le pari opportunità sono solo alcuni dei filoni su cui siamo impegnati perché sono bisogni di questo presente. Non solo la storia della cooperazione continua, quindi, ma lo fa disegnando una nuova visione di società che sia inclusiva, tracci nuove rotte di sviluppo che ci portino al riparo dal capitalismo consumistico che ha mostrato ampiamente i suoi limiti. Nel momento in cui sembra naturale cedere spazio e potere alle tecnologie senza valutarne seriamente l'impatto sulle persone e sull'ambiente, noi mettiamo in guardia da una resa incondizionata al progresso. Non c'è progresso se resta indietro la gente”.

     

    Poi sale sul palco il Presidente Mattarella ed è un piccolo fuori programma, perché il suo intervento non era in scaletta. Gli applausi sono fortissimi. Il Capo dello Stato segue nel suo discorso la strada tracciata dalla Carta Costituzionale, come fosse un link ideale con la giornata e con il richiamo ai padri costituenti portato in scena qualche minuto prima. “Le cooperative, i corpi intermedi sono riconosciuti dalla Costituzione come pilastri portanti della vita della Repubblica. Sottolineo il ruolo decisivo del terzo settore e la necessità di tutelarlo”. E ancora: “Quel che fa il movimento cooperativo è decisamente importante. Fin dall'inizio, Confcooperative ha promosso lo sviluppo di ampie fasce del nostro Paese sostenendo i diritti di gruppi di persone spesso ai margini della vita sociale e di chi, dopo le rovine della guerra, ha contribuito alla crescita e al consolidamento del paese. Il Movimento cooperativo ha costituito sin dall'inizio un tessuto di protagonismo e partecipazione”. Il popolo di Confcooperative omaggia Mattarella con una standing ovation prima che abbandoni la sala insieme al presidente Conte, applaudito anche lui.

     

    La seconda parte dell'Assemblea parla ancora di storia, di giuste e doverose celebrazioni, ma anche di futuro. Vengono consegnate le targhe a nove cooperative centenarie, una per ciascuna federazione di Confcooperative. Realtà che passano di padre in figlio, che custodiscono l'eccellenza, raccontano le storie di molti territori d'Italia. Una di queste, la cooperativa farmaceutica Co.Fa di Milano, fondata nel 1890, riceve la targa dal presidente di Confcooperative Sanità, Giuseppe Milanese. Poi il futuro, appunto. Delle prospettive e delle sfide che attendono la cooperazione ne parlano, nel corso di una tavola rotonda, Daria de Pretis, giudice della Corte Costituzionale, Stefano Zamagni, presidente della Pontificia Accademia delle Scienze sociali e Università di Bologna, ed Enrico Giovannini, dell'Università di Roma Tor Vergata, portavoce dell'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile. Futuro è anche la parola che pronuncia Maurizio Gardini a conclusione di una giornata bella ed emozionante, in cui non si deve solo celebrare ma guardare avanti. “Consegniamo ai nostri figli una visione del futuro di sviluppo e crescita economica, dice il presidente di Confcooperative salutando la platea. "Il rapporto intergenerazionale lo sentiamo molto - aggiunge - consegniamo ai nostri figli una cultura utopica di cambiamento della società e di lavoro insieme, come hanno fatto i nostri padri con noi. Se è vero che la società ha sempre maggiori bisogni, allora c'è lavoro per noi della cooperazione".

     

    L'ASSEMBLEA DI CONFCOOPERATIVE LAZIO. Nel pomeriggio la sala Sinopoli ha ospitato l'Assemblea di Confcooperative Lazio, terminata con l'elezione per acclamazione del nuovo presidente Marco Marcocci.