• 1 febbario 2018

    100mila i lavoratori sfruttati nelle false cooperative

    » quanto emerso dal focus Censis-Confcooperative sul lavoro sommerso che conta 3,3 milioni di lavoratori sfruttati

    i dati allarmanti del focus Censis-Confcooperative sul lavoro sommerso

    “Negato, irregolare, sommerso: il lato oscuro del lavoro” è il focus presentato a Roma da Censis e Confcooperative. Allarmanti i dati emersi.
     

    Oltre 3,3 milioni i lavoratori vessati in tutti i settori produttivi del Paese. Il salario medio orario scende da 16 euro a 8. Evasione tributaria e contributiva a quota 107,7 miliardi, quattro volte la manovra approvata il mese scorso.
     

    Nel periodo 2012-2015, mentre l’occupazione regolare si è ridotta del 2,1%, l’occupazione irregolare è aumentata del 6,3%, portando così a oltre 3,3 milioni i lavoratori che vivono in questo cono d’ombra non monitorato. È così che in Italia l’economia sommersa ha sfruttato la crisi stringendo nella sua morsa la parte più esposta e meno difesa: i lavoratori che a causa della difficoltà hanno accettato un lavoro a ogni costo.

    Le imprese che ricorrono al lavoro irregolare riducono il costo del lavoro di oltre il 50% mettendo spesso fuori mercato le aziende che operano nella legalità. Mettono una grave ipoteca sul futuro dei lavoratori lasciandoli privi delle coperture previdenziali, assistenziali e sanitarie per un’evasione contributiva pari a 10,7 miliardi. Mentre 97 sono riconducibili all’evasione tributaria.
     

    «Attraverso questo focus - afferma Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative - denunciamo ancora una volta e diciamo basta a chi ottiene vantaggio competitivo attraverso il taglio irregolare del costo del lavoro che vuol dire diritti negati e lavoratori sfruttati. Se le false cooperative sfruttano oltre 100.000 lavoratori, qui fotografiamo un’area grigia molto più ampia che interessa le tantissime false imprese di tutti i settori produttivi che offrono lavoro irregolare e sommerso a oltre 3,3 milioni di persone».
     

    Fra le voci più rilevanti dell’evasione si distingue quella relativa all’Iva che sfiora i 36 miliardi di euro e quella da mancato gettito dell’Irpef derivante da lavoro e impresa, pari a 35 miliardi di euro. La sola Irap fa registrare una mancata contribuzione di 8,5 miliardi. Il mancato versamento dei contributi risulta pari a 2,5 miliardi per il lavoratore dipendente e a 8,2 per il datore di lavoro.

     

    (Fonte: www.confcooperative.it)