• 16 gennaio 2015

    'Benedetta ha ritrovato la tranquillità nel Centro di via Majorana'

    La dott.ssa Carletto, direttore tecnico-sanitario della struttura gestita da OSA, racconta la storia di una giovane ospite

    La storia di Benedetta, una ragazza di 14 anni che ha ritrovato la tranquillità nel Centro Diurno di via Majorana

    Benedetta ha ritrovato la tranquillità nel Centro Diurno semiresidenziale di via Majorana, struttura gestita dalla Cooperativa OSA. Il passaggio dalla scuola elementare alla scuola media può infatti comportare qualche difficoltà per i bambini. Questa eventualità è più frequente nei piccoli con problemi cognitivi, di comunicazione o motori come Benedetta. Per far fronte a queste difficoltà e dare alla ragazza un ambiente nel quale potesse essere seguita in maniera più adeguata, la sua famiglia si è rivolta al Centro di via Majorana, gestito da OSA, dove si prendono cura di lei una psicologa, un'educatrice, un assistente sociale, un logopedista, un fisioterapista, un infermiere e un dietista.

     

    LA STORIA DI BENEDETTA La storia di questa ragazza ci è stata raccontata dalla dottoressa Felicia Carletto, direttore tecnico-sanitario del Majorana e specialista in Neurologia.

    “Come ci hanno spiegato i suoi genitori, Benedetta, quando era alle elementari, ha potuto usufruire di una sinergia che si era creata fra maestra, insegnante di sostegno e assistente educativo e culturale, che le permetteva di essere seguita in maniera adeguata nel contesto della classe - dice la dottoressa Carletto -. Nel passaggio alla scuola media, ovviamente, tale contesto a cui lei era abituata è venuto a mancare e questo le ha creato una situazione di ansia e disagio. Purtroppo lei comunica le proprie necessità piangendo o colpendosi il viso con le mani e la sua situazione, quando si verificavano episodi che la turbavano, non era più facilmente gestibile nell'istituto scolastico”.

    È a questo punto che i genitori di Benedetta hanno pensato di rivolgersi a OSA. “A settembre, quando sono venuti da noi abbiamo realizzato un progetto della durata di un mese, d'accordo con il referente territoriale (un neuropsichiatra infantile) e con la famiglia. Lo scopo era valutare la situazione della ragazza. Al termine di questo periodo si è deciso che la soluzione migliore per Benedetta fosse l'inserimento nella nostra struttura”. Attualmente, dunque, la quattordicenne frequenta il Centro di via Majorana dalle 8:30 alle 15:00, dove segue un programma in grado di rispondere alle sue necessità. “Benedetta ha una sindrome genetica e dei problemi al cuore - spiega la dottoressa Carletto -. A causa della sua cardiopatia nei primi due anni di vita è stata sottoposta a diversi interventi e, purtroppo, a seguito di una di queste operazioni, è stata colpita da un'ischemia che le ha causato problemi motori e cognitivi. Attualmente può mantenere la posizione eretta per poco tempo e solo grazie a un doppio sostegno. Inoltre, non è ancora capace di alimentarsi autonomamente anche se siamo fiduciosi sulle possibilità di riuscire a insegnarglielo”.

    Al centro del progetto riabilitativo, ideato dall'équipe del Centro di via Majorana, c'è la volontà di aumentare le capacità di comunicare di Benedetta. “Stiamo portando avanti un intervento logopedistico di comunicazione aumentativa alternativa, pensato per chi come lei ha dei deficit di linguaggio, ma ha la capacità di capire il contesto e di esprimere un suo bisogno. Quello che vogliamo fare è insegnarle a usare degli ausili a scopo comunicativo".

    L'arrivo di Benedetta nel Centro di via Majorana ha portato benefici anche sugli altri ospiti della struttura. “L'età media degli altri assistiti è abbastanza elevata - spiega la dottoressa Carletto - e l'arrivo di questa ragazza così giovane ha stimolato in alcuni di loro alcune dinamiche di accudimento. In particolare c'è un ospite che le legge sempre un libro di filastrocche. Si tratta di un libricino che Benedetta porta sempre con sé e che, come ci ha spiegato sua madre, la aiuta a calmarsi quando si sente in ansia”.