• 16 gennaio 2018

    'La danza delle ore', il fumetto creato dal Centro diurno OSA a Latina

    La coordinatrice Polisena: "Le diverse abilità di ogni assistito hanno rappresentato una vera ricchezza per tutti"

    Il fumetto 'La danza delle ore'

    Quindici ragazzi con disabilità. Un orologio che prende vita, pagina dopo pagina, chiamato Tic-Tac. È una storia da inventare e raccontare attraverso parole e disegni. È nato così ‘La Danza delle ore’, il fumetto realizzato dagli assistiti con il supporto degli operatori del Centro diurno di via Mugilla a Latina gestito dalla Cooperativa OSA da maggio 2017.

    “Il progetto - ci spiega la coordinatrice Piera Polisena - è stato realizzato all’interno del primo laboratorio grafico-espressivo organizzato per stimolare la fantasia degli utenti. Disegnare è una delle loro attività preferite e quindi abbiamo deciso di utilizzare questo strumento per favorire il lavoro di gruppo sfruttando le diverse abilità di ogni assistito che, associate a quelle caratteriali, hanno rappresentato una vera ricchezza per tutti. Ognuno, infatti, ha potuto sperimentarsi nel rispetto e nella condivisione dei tempi e delle idee altrui”.
     

    Come si legge nella prefazione dell’opuscolo “Fumet-Ti-Amo” - donato alle famiglie degli utenti lo scorso 20 settembre in occasione della festa ‘Porte Aperte’ organizzata nella struttura - il “disegno è un modo di comunicare che permette di esteriorizzare quello che si prova dentro attraverso le immagini. Infatti, anche dietro uno scarabocchio si celano una serie di immagini comunicative. L’uso del colore, l’occupazione dello spazio-foglio, il tratto, la pressione fatta sul foglio, le dimensioni del disegno hanno un valore.”


    Stesso discorso vale per la costruzione di “un racconto che ha una valenza psicologica che affronta molti aspetti: la percezione di sé e degli altri, l’attenzione, la memoria, l’importanza della sequenzialità degli eventi e delle azioni”.
     

    Durante il laboratorio, gli educatori OSA hanno scelto un tema, quello del tempo, da cui partire per creare un racconto fantastico con personaggi bizzarri e fantasiosi e imparare che il rispetto dell’orario, ad esempio, e delle regole è importante e facilita la vita all’interno di una comunità.
     

    “Il tempo - prosegue la dottoressa Polisena - rappresenta la cornice nella quale avviene la nostra esperienza del mondo e si struttura la nostra esistenza: gli impegni, le responsabilità, le incombenze, la relazione con gli altri. Dal punto di vista psicologico ciò che conta è come viviamo il tempo. L’umore, le sensazioni e i sentimenti dipendono molto dalla percezione che ne abbiamo.
     

    Il tempo inteso come il presente, il passato e il futuro e il tempo inteso come la capacità di aspettare gli altri: c’è chi va di fretta e c’è chi invece è molto lento. Spesso i nostri ospiti hanno difficoltà a rispettare i tempi degli altri. In generale, ciò nasce dalla difficoltà di percepire prima se stessi e quindi di ascoltare e cogliere le capacità di chi abbiamo di fronte”.
     

    Grazie a questo laboratorio, Alba, Alessandro, Angela, Davide, Fabio, Francesca, Gianni, Margherita, Michele, Monica, Raffaella, Rosaria, Rossana, Younes e Vincenzo hanno imparato tanto: come affrontare le criticità, mettersi in discussione, trovare delle soluzioni. Hanno capito, immedesimandosi nella storia di fantasia che stavano raccontando e disegnando, e di cui erano autori e protagonisti allo stesso tempo, che grazie al dialogo e al confronto si può sempre trovare un accordo, anche se i pensieri sono divergenti.
     

    “Il successo di questo progetto - conclude la coordinatrice - è anche merito dell’impegno profuso da tutti gli operatori e dall’educatrice Lisena. Un ringraziamento speciale va alle operatrici Sonia e Valeria che hanno supportato l’iniziativa con idee e materiali, rendendo divertente e leggera un’attività molto complessa.”
     

    Leggi l'articolo integrale pubblicato su OSA News dicembre 2017