• 8 settembre 2017

    'Fare del bene nobilita. Così aiuto gli altri per farli stare meglio'

    La testimonianza di Francesco Spila, uno dei primi volontari del progetto Nontiscordadimé Senior

    Progetto Nontiscordardimé: 'Io ci sono. E tu'?

    'Io ci sono'. Ha risposto così Francesco, uno dei primi volontari del progetto Nontiscordardimé Senior che, dagli inizi del 2017, porta ‘ascolto, prevenzione e assistenza’ agli anziani più fragili che vivono nella periferia romana grazie alle visite sull'unità mobile e alle unità di ascolto presenti nelle parrocchie.
     

    "Ho accolto con entusiasmo l'appello del mio parroco e mi sono subito reso disponibile a mettermi al servizio degli anziani soli che vivono nel mio quartiere e che hanno bisogno di assistenza socio sanitaria. Ho conosciuto Ilaria, psicologa, e Viria, assistente sociale, entrambe della Cooperativa OSA. Mi hanno spiegato con chiarezza l'obiettivo di questa iniziativa e cosa avrei dovuto fare per intraprendere questo nuovo cammino di solidarietà".
     

    Già volontario Caritas da quasi 5 anni, Francesco è pensionato e per 30 anni ha lavorato in carcere come sovraintendente capo della polizia penitenziaria. Ha 57 anni e vive con la sua famiglia, la moglie e tre figli, nella periferia est di Roma, nel quartiere Torre Maura.
     

    Frequenta abitualmente la parrocchia di San Giovanni Leonardo ed è qui che, una volta a settimana, per due ore, si dedica ad accogliere chi è fragile, solo e ha problemi di salute insieme agli operatori OSA e all'altro volontario Mirco, infermiere. Tutta la famiglia, dai figli più piccoli alla moglie, dà una mano, da sempre, alla comunità e a chi ha più bisogno.
     

    "Per me è stato naturale rispondere 'Io ci sono'. Mi ha colpito profondamente il motto di questa iniziativa 'Più salute. Meno soli’, perché rispecchia proprio la condizione di molte persone, soprattutto anziane, che vivono qui a Torre Maura e in tante altre aree della città, purtroppo’.
     

    C'è chi ha problemi sociali, chi economici, chi entrambi. La mancanza di una rete famigliare impedisce a molte persone anziane di prendersi cura della propria salute.
     

    È il caso di una arzilla 70enne aiutata da Francesco. "Proprio qualche giorno fa ho accompagnato una signora a fare delle analisi. Non ha nessuno a cui appoggiarsi. Purtroppo non è in buoni rapporti con i figli e, durante il tragitto in macchina, mi ha confidato che spesso ha difficoltà ad arrivare a fine mese. Grazie a questo servizio di accompagno - attivato dal progetto Nontiscordadimé con la collaborazione dei volontari - aiutiamo le persone non solo in modo pratico ma anche ascoltando i loro problemi per farle sentire meno sole".
     

    Francesco definisce Nontiscordardimé Senior “un progetto bello e utile” ed è felice di farne parte. "Le visite sull'unità mobile stanno andando abbastanza bene ma mi auguro che i numeri aumentino, che le persone superino la vergogna e decidano di farsi aiutare. Quello che faccio è sicuramente una cosa nobile, che mi fa sentire bene ma quello che conta di più, per me, è fare del bene agli altri, arricchendo la loro giornata anche solo con un sorriso, un gesto o una parola di conforto".

     

    Leggi l'articolo pubblicato su OSA News 1-2/2017