• 2 gennaio 2018

    'Il mio lavoro? Custodisco le vite che mi vengono assegnate'

    Intervista a Mirko Marchionna, operatore socio sanitario che lavora all'interno della Residenza Mesagne

    Mirko Marchionna, OSS della Residenza Mesagne ci racconta il suo lavoro

    Il lavoro che è quasi una missione, il rapporto con ospiti e colleghi, le storie che si intrecciano nella quotidianità e un quadernetto speciale, quasi segreto, dove Mirko Marchionna, 29 anni, pugliese, operatore socio-sanitario della Residenza Mesagne, annota frasi o semplici parole al termine della giornata di lavoro. Si racconta e ci racconta, sul periodico OSA News, Mirko la sua vita al fianco degli assistiti della Cooperativa, ci racconta come “custodisce le vite” che gli vengono assegnate e che cerca di rendere ancora dignitose sia pure nel periodo della vecchiaia o della malattia. “La mia avventura in OSA comincia circa due anni fa, esattamente nel giorno di Pasqua – spiega - Una coincidenza che ha enfatizzato molto quel momento di forte cambiamento della mia vita. La Settimana Santa ha reso tutto molto più “spirituale”. Mi è sembrato quasi di essere stato chiamato a compiere una missione”.

     

    Ma in cosa consiste il lavoro di OSS, operatore socio sanitario? Mirko lo racconta così: “ Oltre ai livelli esistenziali di assistenza (igiene della persona, alimentazione, ecc.) cerco, insieme ai colleghi, di far vivere le persone nel miglior modo possibile, di dar loro una qualità di vita discreta: li facciamo sentire utili, vivi, li lasciamo liberi di agire e di muoversi anche quando sbagliano e fanno solo pasticci. Da manuale l'Operatore Socio Sanitario 'aiuta le persone a soddisfare i propri bisogni fondamentali, favorendone il benessere e l'autonomia'. Ho sempre diffidato da queste definizioni standard, trovandole troppo arretrate e generiche: un bravo operatore non lavora in modo “seriale”, deve saper capire le necessità della persona che ha di fronte, valutare che cosa le serve realmente, conoscerne la sua storia, anche se in quel momento non è in un periodo di massima dignità, per cercare di dare delle risposte adeguate ai suoi bisogni”.

     

    “Il fatto di aver lavorato sempre con i bambini – aggiunge Mirko nel corso dell'intervista a OSA News - mi ha permesso di poterli studiare da una posizione privilegiata imparando a conoscerne ed interpretarne i bisogni anche quando non erano chiaramente espressi. Trovo ci sia molta assonanza tra il mondo di un bambino e quello di un persona anziana. Si ritorna fragili, indifesi, vulnerabili. Ho a cuore le persone, i loro familiari e mi lascio coinvolgere fino in fondo. In un momento così delicato nella vita di una persona, come può essere la vecchiaia o una malattia, io mi sento il custode delle loro vite e mi impegno a rendere la loro vita ancora dignitosa”.

     

    Leggi l’intervista integrale sul numero di dicembre 2017 di OSANews