• 15 luglio 2015

    'Quando l'assistito ti sorride significa che hai fatto il tuo dovere'

    Marcello Carbonaro, responsabile della divisione sociale di OSA, racconta il servizio: "Il compito degli operatori è quello di individuare e soddisfare i bisogni di assistiti e famiglie. A me piace chiamarli angeli custodi"

    Marcello Carbonaro, responsabile della divisione sociale di OSA, racconta il servizio

    Angeli custodi. Marcello Carbonaro, responsabile della divisione sociale di OSA, ama chiamarli così. Sono gli operatori della Cooperativa che, quotidianamente, entrano “bussando” nelle case di anziani e disabili “dicendo buongiorno” oppure assistono i ragazzi nei centri diurni e nelle case famiglia “con il sorriso sulle labbra”. Perché chi lavora nella divisone sociale di OSA ha un compito difficile e speciale. “I nostri operatori - spiega Carbonaro - si inventano quasi ogni giorno un servizio diverso, un servizio nel servizio, dove non esiste la ripetitività. Quando si recano a casa delle persone devono mostrare empatia e lasciare fuori dalla porta i loro problemi personali e, soprattutto, devono essere capaci di coinvolgere gli assistiti nelle attività d'integrazione sociale e di supporto. Fortunatamente posso dire di aver trovato all'interno della Cooperativa delle persone professionalmente molto preparate, che mettono grande impegno in quello che fanno: operatori, coordinatori, psicologi e assistenti sociali che amano il loro lavoro”. È un servizio bello e complicato quello coordinato da Carbonaro.

     

    La divisione sociale aiuta anziani, disabili, famiglie in difficoltà e minori cresciuti in contesti svantaggiati: i figli delle periferie e del disagio sociale, i figli della guerra e della fame che sbarcano in Italia attraversando il Canale di Sicilia. E allora “non puoi permetterti di sbagliare, perché il compito degli operatori è quello di individuare e soddisfare i bisogni degli utenti e delle loro famiglie. E per raggiungere questo obiettivo, a volte, devi dare di più, devi offrire sostegno e supporto all'assistito e ai parenti”.

     

    Bisogni come la cura dell'igiene personale o l'accompagnamento presso strutture di cura. Piccoli gesti di attenzione quotidiana che si alternano alle attività mirate al mantenimento o allo sviluppo delle autonomie quali i laboratori ludico-ricreativi svolti all'interno dei centri anziani e dei centri sociali per disabili come avviene a Frosinone. Il comune dove la divisione sociale, nata da una costola del servizio HIV sociale nel 2008, ha mosso i suoi passi.


     

    Leggi l'intero articolo pubblicato sull'ultimo numero di giugno 2015 di OSA News