• 19/12/2019

    Adele D’Alonzo, figlia di Luigi, assistito OSA, presenta il suo libro

    Molti gli interventi in sala, tra cui quello di Francesco Giuffrida, Direttore Sanitario della Cooperativa

    I relatori durante la presentazione del libro

    Si è svolta lo scorso 17 Dicembre, a Roma, presso la gremita sala-teatro dell’Istituto S. Giuseppe Calasanzio, la presentazione di "Come uno spartano alle Termopili", il romanzo biografico di Adele D’Alonzo sulla storia del padre Luigi, da anni assistito OSA affetto da paraplegia e tetraplegia. 

    Molti i relatori e gli amici presenti, tra cui Lidia D’Alonzo, sorella di Adele, Francesco Giuffrida, Direttore Sanitario OSA, il magistrato Alfonso Sabella e Paolo Anibaldi, Direttore Sanitario dell’Azienda Ospedaliera Sant’Andrea, da anni costretto su una sedia a rotelle per una forma di disabilità invalidante. L’incontro è stato introdotto dal Dott. Giovanni Grasso, Direttore dell’Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica.

    LA STORIA DI LUIGI 

    Nel 2013 Luigi D’Alonzo ha perso, in seguito ad un ictus, la capacità di risposta a molti stimoli corporei, tra cui anche la capacità della parola verbale e l’abilità motoria. Da allora, per lui e la sua famiglia è iniziata una lunga "lotta" (come la definisce Adele stessa), che, tuttavia, ha portato in qualche modo a rivedere la luce.

    "Questo libro è un messaggio di coraggio", ricorda l’autrice. "Perché la nostra, quella della mia famiglia, sia una storia esemplare per chi si trovi a vivere le stesse difficoltà. Proprio come uno spartano alle Termopili, mio padre si è trovato a combattere contro una disabilità molto aggravata. E se ce l’abbiamo fatta noi, ce la possono fare tanti altri".

    E, nelle parole della sorella Lidia (tra i relatori alla presentazione): "questa nostra storia è iniziata nel settembre 2013. Nostro padre, dopo un'ischemia improvvisa, è diventato prigioniero del suo corpo. Ma ci ha chiesto di lottare con lui e per lui: abbiamo così iniziato una lotta contro il tempo. Una lunga ricerca, una lunga degenza, di struttura in struttura, da una parte all’altra dell’Italia. La fase più delicata è stata il ritorno a casa di papà: la nostra vita era completamente stravolta. Ci chiedevamo se avremmo mai potuto farcela a gestire la situazione nelle mura domestiche. Ed è qui che OSA, insieme ad altre realtà sociosanitarie, ci ha preso per mano, e ci ha aiutati a vedere la luce in questo tunnel apparentemente troppo buio".

    L'INTERVENTO DI OSA

    OSA, infatti, dal 2013 è stata ed è costantemente al fianco di Luigi e della sua famiglia, in particolare tramite l’intervento del Direttore Giuffrida. Il quale, infatti, ha ricordato come sia stato importante, per lui, l’incontro con la famiglia D’Alonzo. 

    "Se mi si dovesse chiedere perché sono qui", ha dichiarato, "risponderei: non solo in quanto rappresentante di OSA, ma anche - e ugualmente - per il legame che mi unisce ad Adele, a Lidia e a Luigi. Con i quali abbiamo iniziato, anni fa, un'avventura unica. Perché la vera sfida, ma anche il vero nucleo dell’esperienza, per noi, è e dev'essere la relazione, l’umanità. La competenza tecnica è primaria, ma allo stesso tempo dobbiamo farci 'casa' nelle case delle famiglie. E, con le famiglie, è sempre una questione di alleanza, alleanza profonda. Noi diventiamo loro alleati, loro nostri alleati. Se non c'è alleanza, non c'è cura. Nonostante noi siamo quelli che, spesso, non si vedono - quelli che lavorano esclusivamente per l’altro - è importante ricordarci che questo ci rende fondamentali, e le famiglie di cui in qualche modo entriamo a far parte e che assistiamo lo sanno. È un incredibile investimento di responsabilità, cui bisogna sempre prestare fiducia".

    Al termine degli interventi, l'incontro si è concluso con una commovente proiezione che ritrae Luigi (per ovvie ragioni non presente in sala) nella sua vita quotidiana, e che ha trasmesso a tutti i presenti l’evidenza della sua "lotta" - ma, al tempo stesso, l'immensità della sua luce.