• 9 dicembre 2015

    Al via a Roma la prima tappa dell'unità mobile di Nontiscordardimé

    L'incontro è oggi alle ore 16.30 nella chiesa Santa Maria Madre dell'Ospitalità con i parrocchiani del quartiere

    La prima tappa dell'unità mobile Nontiscordardimé presso la chiesa Santa Maria Madre dell'Ospitalità

    All’indomani dell’inaugurazione del Giubileo della Misericordia, parte ufficialmente il viaggio dell’ambulatorio mobile di Nontiscordardimé con a bordo pediatri, infermieri, assistenti e tanta solidarietà per garantire ‘Più salute per tutti i bambini’ della periferia romana.

    Il presidio mobile si fermerà oggi (9 dicembre 2015) presso la chiesa Santa Maria Madre dell’Ospitalità in via del Torraccio 252 alle ore 16.30 dove seguirà la celebrazione della Santa Messa alle ore 17.30. Saranno presenti anche il presidente di OSA Giuseppe Milanese e il direttore sanitario Francesco Giuffrida, referente del progetto per la Cooperativa.

    Si tratta della prima parrocchia che prenderà parte a questo progetto unico nel suo genere, nato grazie alla collaborazione tra Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Vicariato di Roma e Cooperativa OSA e al sostegno di Banca del Credito Cooperativo di Roma e Fondo Sviluppo Confcooperative.

    Il parroco don Carlo Stanzial parlerà alla propria comunità di fedeli per dire alle famiglie bisognose che non sono sole. Un’équipe specializzata del progetto Nontiscordardimé starà al fianco di tutti quei bambini che hanno bisogno di cure e di assistenza primaria e dei genitori per dare loro informazioni sanitarie e consigli sulle norme di prevenzione.

    Le prime cure mediche e infermieristiche potranno essere fornite, se necessario, direttamente all’interno dell’ambulatorio mobile.

    Tutti possono accedere a questo servizio per un proprio caro o segnalare le famiglie che necessitano di un aiuto concreto e immediato. Sarà la parrocchia stessa a segnalare il caso e a richiedere l’intervento del gruppo di operatori del progetto Nontiscordardimé, nel pieno rispetto della riservatezza del bambino e dei suoi cari.

    Coinvolgendo gli amici, le associazioni e i gruppi di volontariato su tutto il territorio romano sarà possibile far crescere la rete di solidarietà e dare un aiuto concreto a chi, purtroppo, vive in condizioni di precarietà e non ha la possibilità di garantire le cure primarie ai propri figli.

     

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