• 25 febbraio 2016

    Alzheimer, rapporto Censis su impatto socio-economico della malattia

    In Italia 600 mila pazienti, ma il numero è destinato ad aumentare per l'invecchiamento della popolazione

    Alzheimer: dal Censis la terza edizione del rapporto sull'impatto socio-economico della malattia

    Le persone affette da Alzheimer nel nostro Paese sono 600 mila, ma la stima è destinata ad aumentare a causa dell'invecchiamento costante della popolazione. La dimensione economica dell'assistenza offerta ai malati di Alzheimer è rilevante: il costo annuo per paziente, comprensivo sia dei costi familiari che di quelli a carico del Sistema Sanitario Nazionale e della collettività, è pari a 70.587 euro. In questo scenario, assistiti e “assistenti” (caregivers) invecchiano insieme: l’età media dei malati di Alzheimer è di 78,8 anni (era di 77,8 anni nel 2006), mentre chi è impegnato nella loro assistenza ha mediamente un'età di 59,2 anni (nel 2006 la media era di 54 anni, 53 nel 1999). Sono alcuni dei numeri contenuti nella terza edizione della ricerca realizzata dal Censis, in collaborazione con l'Associazione Italiana Malattia di Alzheimer (Aima), intitolata “L'impatto economico e sociale della malattia di Alzheimer: rifare il punto dopo 16 anni”, che analizza l'evoluzione della condizione dei malati e delle loro famiglie. Una panoramica che permette di comprendere ancora meglio gli aspetti di una patologia che, secondo l'Alzheimer's Disease International, è destinata ad avere, a livello mondiale, oltre 9,9 milioni di nuovi casi di demenza all'anno (in pratica un nuovo caso ogni 3,2 secondi).

     

    Sempre rispetto al 2006 è diminuito di 10 punti percentuali il numero di pazienti seguiti da una UVA (Unità Valutazione Alzheimer) o da un centro pubblico (56,6%). Quando la patologia è più grave il dato è ancora inferiore (46%). Si abbassa leggermente anche la percentuale di pazienti che ricorrono ai farmaci specifici per l’Alzheimer (56,1%, in precedenza era oltre il 59%). In calo anche l'accesso a tutti i servizi per l’assistenza e la cura dei malati di Alzheimer: centri diurni (dal 24,9% al 12,5% dei malati), ricoveri in ospedale o in strutture riabilitative e assistenziali (dal 20,9% al 16,6%), assistenza domiciliare integrata e socio-assistenziale (dal 18,5% all’attuale 11,2%). Ampio è invece il ricorso all’assistenza informale privata: i malati che possono contare su una badante sono il 38%.

     

    Scarica e leggi una sintesi della ricerca Censis - Aima “L'impatto economico e sociale della malattia di Alzheimer: rifare il punto dopo 16 anni”