• 4 Ottobre 2013

    Anziani e cadute, un pericolo che è possibile prevenire

    Si possono ridurre i rischi grazie a programmi di riabilitazione mirati e alla tecnologia

    In Italia ogni anno si verificano circa quattro milioni di incidenti domestici. Gli anziani rappresentano la fascia d’età maggiormente colpita. Si tratta soprattutto di cadute che provocano danni molto rilevanti sia in termini di disabilità che di mortalità. costinon sono solamente economici, ma anche umani sociali. La soluzione passa per l’aumento dell’attività quotidiana. Ma anche la tecnologia può venire in aiuto, con sistemi di monitoraggio integrati nelle abitazioni.

    L’Istituto superiore di sanità ha calcolato che circa un terzo degli ultrasessantenni e addirittura la metà degli over 80 rimanga vittima di incidenti domestici. La dimensione del problema è confermata anche dai dati raccolti dall’Inail (Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro), attraverso il servizioche si occupa di assegnare le rendite alla casalinghe assicurate con l’Istituto. Gli 802 risarcimenti erogati dal 2001 al 2011 hanno riguardato 34 casi di incidenti mortali, anche se nella maggior parte dei casi le lesioni denunciate hanno riguardato fratture. Si è trattato soprattutto di danni agli arti superiori (273 casi), seguono poi gli arti inferiori (272) e la colonna vertebrale (127). Presenti anche casi di ustioni, traumi, urti e infortuni elettrici.

    Nei giorni scorsi, in occasione della Giornata internazionale dell’anziano, appuntamento che si celebra dal 1988 sotto l’egida dell’Onu, è stato ricordato la prevenzione è possibile. Occorre anzitutto ridurre al minimo i momenti di sedentarietà, programmando più momenti di attività nell’arco della giornata. Si tratta, poi, di evitare l’innescarsi di un circolo vizioso: secondo molti studi, infatti, il pericolo di cadute è molto più probabile nelle persone che sono già incappate in un incidente. Sono ovviamente più a rischio gli anziani che soffrono di patologie croniche di competenza neurologica che comportano problemi di equilibrio.

    Maggiormente esposte non solo le persone sono portatrici di problemi prettamente fisici, ma anche coloro che hanno perso la lucidità mentale a causa di malattie come l’Alzheimer. In questo caso, al rischio caduta si somma quello che l’anziano possa causare ulteriori danni cercando di rialzarsi senza avere piena cognizione del proprio ambiente. Questi soggetti hanno bisogno di essere monitorati più da vicino.

    Alcune aziende hanno per questo commercializzato apparecchi indossabili che rilevano la posizione eretta o sdraiata dell’anziano ma sono anche in grado di percepire le accelerazioni di gravità che intervengono in caso di caduta, attivando di conseguenza i soccorsi. Il limite di questi strumenti che persone mentalmente confuse devono ricordarsi di prendere con sé l’apparecchio.

    Un'altra classe di apparati, invece, è costituita da sensori applicati alla stanza, che percepiscono la posizione della persona. La funzione di rilevamento sarebbe quindi garantita in ogni momento, a prescindere dalle azioni e dalla presenza mentale dell’utente. In questo modo sarebbe la stanza stessa ad allertare i parenti in altri locali o i soccorsi sanitari. L’idea di base è quella di aiutare le persone a passare più tempo della propriavecchiaia casa propria.