• 11 luglio 2016

    Assistenza domiciliare integrata, al lavoro il tavolo tecnico

    Obiettivo: sperimentare modelli di partenariato pubblico-privato per rispondere a bisogni complessi

    Un'operatrice OSA assiste un paziente a domicilio

    Si è insediato lo scorso 8 luglio il tavolo di lavoro istituito dal Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, per elaborare le proposte finalizzate alla riorganizzazione dell'assistenza primaria e, in particolare, dell'assistenza domiciliare integrata. “L’obiettivo – si legge in una nota diffusa dal Ministero - è quello di procedere all’adozione sperimentale di modelli di partenariato pubblico-privato per la presa in carico integrata dei bisogni “complessi” di assistenza domiciliare socio-sanitaria, in particolare delle persone anziane e dei soggetti affetti da patologie cronico-degenerative e disabilità”. La prima riunione del tavolo, presieduto dal Ministro, ha visto la partecipazione di associazioni e realtà operanti nel settore dell'assistenza primaria, quali FederazioneSanità Confcooperative, Legacoop, Consorzio Sanità, Federsanità ANCI e Unione nazionale istituzioni e iniziative di assistenza sociale.

     

    IL PROGETTO Il progetto del Ministero, condiviso dai componenti del tavolo, è quello di arrivare, in tempi brevi, a proposte normative di riorganizzazione dell'assistenza domiciliare integrata, studiate e costruite ascoltando gli operatori del settore e condivise con Regioni e Province autonome, tendendo sempre conto delle esigenze e dei bisogni che provengono da pazienti e territori. “Ciò – si legge ancora nella nota diffusa dal dicastero - in coerenza con quanto già previsto dal Patto per la salute per gli anni 2014-2016, che mira a promuovere una più adeguata distribuzione delle prestazioni assistenziali domiciliari e residenziali rivolte ai malati cronici non autosufficienti”. “L'assistenza domiciliare integrata – ha affermato il Ministro Lorenzin - costituisce, senza dubbio, un settore strategico per le cure ai pazienti particolarmente svantaggiati e in situazioni di debolezza, che devono poter contare su un servizio sanitario che sia in grado di garantire elevati standard di assistenza in modo uniforme sull’intero territorio nazionale. Non possiamo più permetterci 21 modelli diversi di assistenza sanitaria e domiciliare, ne va dell’effettività del diritto alla salute dei cittadini”.

     

    WELFARE IN PROGRESS La proposta di formare un tavolo tecnico era stata lanciata da Confcooperative e dal presidente di OSA e di FederazioneSanità, Giuseppe Milanese, durante il convegno ‘Cooperazione: welfare in progressorganizzato da Confcooperative lo scorso 31 marzo a Roma. La proposta era stata immediatamente condivisa dal Ministro Lorenzin. “Per noi il sistema sanitario non ha un problema di risorse, ma di frammentazione del sistema - aveva detto Milanese nel corso del suo intervento - il livello della domanda è cresciuto, il 38% dei pazienti ha una patologia cronica, il nostro sistema spende meno degli altri paesi e ormai abbiamo 3 posti letto ogni mille abitanti”. Insomma, “occorre una fase nuova perché ormai i cittadini stanno rinunciando alle cure. Bisogna passare dagli interessi degli erogatori a quelli dei cittadini”. In Italia “abbiamo creato una legione di badanti e non è stata costruita l’assistenza domiciliare fuori dagli ospedali. Qui c’è un deserto dove investono le multinazionali ma così c’è il rischio che ai propri bisogni i cittadini possano rispondere solo a seconda del proprio portafogli”. La proposta è quella di “mettersi insieme e cominciare a ragionare su un sistema dove soggetti terzi, con una sussidiarietà non drogata, abbiano il compito di offrire servizi a chi ne ha bisogno e lo Stato abbia il compito di programmare e controllare. Noi siamo pronti ma servono regole certe e una regia comune”.