• 2 dicembre 2019

    Assistenza domiciliare, la nuova frontiera

    Il presidente di OSA e di Confcooperative Sanità, Giuseppe Milanese, ha parlato del progetto Gemelli a Casa nel corso di un'intervista rilasciata al quotidiano 'Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio'

    Il presidente di OSA e di Confcooperative Sanità, Giuseppe Milanese, ha parlato del progetto Gemelli a Casa nel corso di un'intervista rilasciata al quotidiano 'Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio'

    Il presidente di OSA e di Confcooperative Sanità, Giuseppe Milanese, è stato intervistato dal quotidiano 'Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio' dove ha parlato del progetto Gemelli a Casa, il nuovo servizio di assistenza domiciliare nato dalla collaborazione tra la Cooperativa OSA e il Policlinico Agostino Gemelli. “Con l'esperienza del Gemelli – spiega il presidente Milanese – porteremo a casa l'Ospedale e le cure necessarie post ricovero e non solo, l'innovazione principale sarà di garantire attraverso i nostri operatori anche l'assistenza sociale superando quelle degenze dovute alla mancanza di supporto sociale ai pazienti”.


     

    Nel corso dell'intervista, il presidente di OSA e di Confcooperative Sanità ha ripercorso i primi passi della storia ultra trentennale della Cooperativa, sottolineando il ruolo e il contributo del sistema cooperativo nell'ambito dell'assistenza sanitaria alle persone. “Il sistema cooperativo – evidenzia Milanese – dispone di una rete di professionisti e quindi l'assistenza non ricade solo su un singolo. In questo modo si può garantire meglio e con più efficienza la soluzione di patologie complesse come quelle croniche. Inoltre, il sistema cooperativo valorizza le persone poiché la sua forza non è basata sul capitale ma sulla capacità di lavoro dei professionisti che per questo sono maggiormente motivati. La storia di OSA ne è l'esempio, siamo partiti in 3 ed oggi siamo 4.000 professionisti che assistono 50.000 persone”.


     

    In merito al futuro del nostro Sistema Sanitario Nazionale, il presidente Milanese sottolinea come “il nostro sistema deve essere salvaguardato nei suoi principi, ma occorre riorganizzare, perché fortemente carente, l'assistenza primaria per superare il fenomeno della cronicità che diventerà sempre più imponente rispetto alle malattie acute. Oggi l'assistenza poggia interamente sull'Ospedale con costi più elevatiIn futuro le malattie croniche, non riferibili solo agli anziani ma anche ai giovani, come il diabete ad esempio, saranno prevalenti e richiederanno anche un'assistenza sociale. La soluzione sarà quella di integrare l'attuale assistenza fornita da aziende di capitale che legittimamente hanno nei ricavi il loro obiettivo, con quella di strutture no-profit come le cooperative in cui il cittadino è parte di un sistema sussidiario che vede assistenti ed assistiti come terminale della stessa azione”.


     

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