• 23 Gennaio 2014

    Blindpad, un tablet per non vedenti

    Un progetto europeo per realizzare dispositivi digitali basati sul tatto, fruibili anche dalle persone con disturbi visivi

    Realizzare un tablet per le persone non vedenti. È questo l’obiettivo di Blindpad, il progetto europeo nato con la finalità di sviluppare dispositivi tattili in grado di far percepire contenuti grafici sui dispositivi digitali mobili a persone che non ci vedono.

    A capo di questa iniziativa c’è l'Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) di Genova. In particolare, Blindpad vuole realizzare un tablet che sfrutti il senso del tatto per trasmettere le informazioni grafiche necessarie a comprendere concetti astratti o acquisire informazioni sull'ambiente circostante come, ad esempio, la presenza e localizzazione di una porta.

    Il progetto viene sviluppato nell'ambito del programma della Commissione Europea "Ict Work programme 2013" e vede impegnato un consorzio internazionale composto da istituti di ricerca, di riabilitazione e aziende, coordinato dall'Iit.

    “Blindpad coinvolge competenze scientifiche differenti e istituti che hanno come obiettivo della delle loro attività il miglioramento della qualità della vita delle persone con disabilità” – spiega in una nota Luca Brayda, ricercatore all’Istituto Italiano di Tecnologia e coordinatore del progetto – Il nostro obiettivo è sviluppare una nuova classe di dispositivi digitali che stimolino il senso de tatto, progettati per favorire l'inclusione sociale attraverso un uso mirato ed efficace delle sensorialità residue. Possiamo sfruttare tutti gli aspetti positivi che l'interazione tra uomo e macchina porta per lo sviluppo della conoscenza, e applicarlo al potenziamento delle tecnologie applicate all’istruzione”.

    Nello specifico, gli scienziati italiani dell'IIT si occuperanno sia dell'interazione tra l'utente finale e il dispositivo che verrà creato, sia della realizzazione di parte della matrice di stimolatori tattili. Fra i partner del progetto c’è anche è l’Istituto David Chiossone Onlus che avrà ruolo centrale nell’interazione tra ricercatore e persone con disabilità. L’associazione si occuperà di verificare l’efficacia di Blindpaad, facendola provare direttamente a potenziali utenti del dispositivo.

    Gli altri partner del progetto sono: Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne  in Svizzera, GeoMobile in Germania, Fundacja Instytut Rozwoju Regionalnego in Polonia, Ateknea Invention and Research Centre in Ungheria.