• 28 Giugno 2013

    Bullismo, a Frosinone una campagna ad hoc

    Nel Distretto Sociale B un programma di prevenzione e trattamento del fenomeno

    In Italia un ragazzino su tre ha subito episodi di bullismo e quasi la metà ha assistito a soprusi ed angherie nei confronti di propri coetanei. È una fotografia inquietante, quella scattata dallo studio "Abitudini e stili di vita degli adolescenti italiani", a cura della Società Italiana di Pediatria.

    Numeri che si fanno ancora più allarmanti se si prendono in considerazione gli effetti, anche a lungo termine, sulle vittime del fenomeno. Una ricerca della Duke University della Carolina del Nord ha infatti messo in evidenza che il trauma di subire violenze in giovane età è associato ad alte probabilità di una maturità contrassegnata da ansia, disturbi depressivi, attacchi di panico e, addirittura, possibili intenzioni suicide.

    La vastità e la gravità del fenomeno impongono una lotta senza quartiere non tanto e non solo ai bulli, ma alle cause stesse che scatenano il comportamento aggressivo. In questa direzione, si muove anche la campagna di prevenzione e trattamento del fenomeno del bullismo che la Cooperativa Osa sostiene presso le scuoledel Distretto Sociale B della Provincia di Frosinone. La stessa città in cui si trova il Centro per la Famiglia-Mediazione Familiare, gestito proprio dalla Cooperativa. Non è un caso, data la stretta connessione tra le problematicità famigliari, di cui si occupa il centro, e il fenomeno del bullismo.
    Dai rilevamenti nelle scuole, è infatti emerso che nella provincia di Frosinone si sta diffondendo una particolare forma di comportamento violento, il cyberbullismo. Si tratta, in sostanza, di vessazionidiffamazioni eintimidazioni, perpetrate sistematicamente sui più noti social network (anche attraverso la diffusione di video e immagini). 
    Una forma ancora più grave e plateale di bullismo, vista la rapida diffusione dei contenuti online e la grande popolarità delle bacheche web tra i giovanissimi. Ma si tratta anche di una nuova dinamica complessa, per la quale il Centro ha scelto un approccio mirato all'informazione, tramite la distribuzione ai ragazzi di un opuscolo con tutti i suoi contatti, per permettere agli studenti di segnalare le violenze e trovare un assistente sempre pronto al dialogo. 

    Secondo una ricerca specifica, condotta nell’ultimo anno proprio dal Centro di Via Mascagni, le scuole medie del Distretto Sociale B sono state registrate come quelle più a rischio per i fenomeni di bullismo. Ma oltre ai soprusi 'tradizionali', c'è anche una nuova forma di violenza che si sta gradualmente insinuando nella zona.