• 30 Luglio 2013

    C.A.P., l'assistenza al cittadino passa anche dalle farmacie

    Da luglio, gli utenti possono prenotare servizi socio sanitari e diagnostici tramite le farmacie aderenti

    Medici di Medicina generale, operatori socio sanitari e farmacie insieme, per fornire un’assistenza puntuale e continua ai cittadini. Il consorzio C.A.P., contenitore di soci erogatori di attività socio sanitaria, è un progetto ambizioso. L'obiettivo è elevare a sistema la collaborazione fra i soggetti che si occupano di dare una risposta alle esigenze socio sanitarie delle persone, così da garantire standard qualitativi elevati e, soprattutto, disponibilità nel territorio sette giorni su sette.

    Il progetto, che già negli scorsi anni ha iniziato a prendere forma, si avvale a partire da luglio della collaborazione delle farmacie. L’intento è raggiungere il cittadino “sotto casa”, attraverso la rete capillare dei consorzi farmaceutici aderenti. I consorziati C.A.P. possono fornire un insieme di attività di intervento: non solo cura e assistenza (anche domiciliare, a cui proprio partendo dal C.A.P. si può accedere), ma anche di prevenzione, educazione sanitaria e per le corrette pratiche di autogestione delle malattie croniche. OSA, come gli altri attori che aderiscono al progetto, fornirà le prestazioni socio sanitarie (anche domiciliari). Il consorzio, invece, è chiamato a redigere le regole e a controllare che queste vengano rispettate.

    Grazie al C.A.P., l’utente che necessita una prestazione socio sanitaria o diagnostica può contattare la farmacia aderente alla rete, dove è supportato tempestivamente. L’operatore provvede, infatti, a fissare un appuntamento di prestazione e lo fa consultando un portale online dove sono a disposizione i centri aderenti. In alternativa, può prenotare un appuntamento per la valutazione per l’assistenza sanitaria e sociale direttamente a casa dell’utente. All’assistito viene consegnato un documento di prenotazione e vengono illustrate le modalità di accesso al servizio.

    Basta recarsi in farmacia, insomma, per prenotare servizi socio sanitari e diagnostici ed essere indirizzati al professionista più opportuno, se l’esigenza è specifica, oppure a un medico di medicina generale. Un sistema che è in grado di garantire una significativa riduzione dei tempi di attesa. A disposizione degli utenti, anche un numero verde, a cui è possibile rivolgersi per ottenere chiarimenti e informazioni.

    Per gli assistiti, oltre alla comodità di avere uno “sportello” di accesso al servizio sul territorio, c’è la garanzia di una prestazione che viene erogata in stretta collaborazione con i consorzi di medici di famiglia, i quali redigono l'atto di valutazione multidimensionale socio- sanitario, a sua volta richiesto dai farmacisti per la gestione della presa in carico. Il tutto a tariffe “sociali” e sostenibili, in linea con i ticket del Ssn.

    I fruitori del servizio possono avere a disposizione una carta associativa: una ricaricabile Postepay, adoperabile attraverso i pos installati presso tutte le farmacie. La Cap Card, questo il nome, è utilizzabile da tutto il nucleo familiare e dà diritto a sconti e all’assistenza telefonica per informazioni su servizi, prestazioni, tariffe e consulenza sanitaria e sociale.

    Nello specifico, fra i servizi che vengono proposti sotto l’unico “tetto” del C.A.P. ci sono visite medico-specialistichediagnosticaassistenza sociale alla famigliaesami a domicilio e l’assistenza domiciliare infermieristica e fisioterapica. E ancora: pacchetti di prevenzione, presidio medico-chirurgico, assistenza medica specialistica domiciliare, servizio di telemedicina e telesoccorso. Nel “pacchetto C.A.P.” rientrano inoltre l’assistenza sociale, il badantato e i servizi di trasporto e alla persona.

    Attraverso il consorzio degli aderenti al C.A.P. si vuole, insomma, realizzare una completa “presa in carico” degli assistiti in continuità assistenziale. Il servizio si pone come integrazione di quanto già erogato dal Servizio sanitario regionale, della rete ospedaliera e delle attività di prevenzione. 

    L’obiettivo dichiarato del progetto è, infatti, “diventare il perno del sistema delle cure primarie in sistema di governance, un governo clinico che costruisca la squadra tra gli operatori socio sanitari e i centri medico diagnostici con il supporto di un sistema di ‘recup’ di indirizzo governato presso le sedi delle farmacie”. Si tratta di una vera e propria rivoluzione, che potrebbe registrare, tra gli effetti positivi, lo smaltimento parziale del carico di lavoro per i pronto soccorso.