• 19 Novembre 2014

    Città accessibili, in Italia c'è ancora molto da fare

    Le persone con difficoltà di movimento incontrano spesso problemi legati alla presenza delle barriere architettoniche

    In Italia c'è ancora molto da fare per rendere le città accessibili alle persone con difficoltà motorie

    In Italia c'è ancora molto da fare per rendere più accessibili le città. Le persone con difficoltà di movimento, infatti, incontrano spesso problemi legati alla presenza delle barriere architettoniche. In Italia, nonostante una legislazione all’avanguardia, la realtà dei fatti racconta di ostacoli negli uffici e nei mezzi pubblici e ausili come pedane mobili e ascensori spesso fuori uso. La situazione della penisola è ben lontana da quella osservabile negli altri Paesi del Vecchio Continente.

    Questo nonostante la Comunità Europea abbia fissato quello dell’accessibilità come uno dei più importanti pilastri strategici per il suo futuro. Non si tratta certo di una problematica isolata, dal momento che nel nostro continente le persone che convivono con un problema che ne limita la mobilità sono circa 80 milioni. Un dato che probabilmente crescerà in conseguenza dell’aumento dell’età media della popolazione. Proprio per promuovere l’abbattimento delle barriere architettoniche l’Ue ogni anno lancia l’Access city award, giunto alla sua quinta edizione. Questo consiste in una “competizione” tra le città europee in cui il punteggio più alto corrisponde alle migliori strategie di miglioramento della qualità della vita dei cittadini portatori di impedimenti fisici. Ogni anno la Commissione europea invita le città con più di 50.000 abitanti a presentare le strutture già esistenti e i programmi futuri per rendere “libera da barriere” la vita dei portatori di handicap.

    L’anno scorso la città europea che si è piazzata al primo posto è stata la capitale tedesca Berlino. Gli amministratori di questa metropoli che ospita circa tre milioni e mezzo di abitanti sono riusciti a rendere fruibili a tutti i cittadini ogni struttura, dai mezzi di trasporto ai musei. Questi ultimi, per esempio, dispongono di riproduzioni tattili delle sculture esposte, in modo da far apprezzare le opere d’arte anche aivisitatori non vedenti. Quest’anno le città finaliste candidate per il primo posto sono sette: Arona (Spagna), Boras (Svezia), Budapest (Ungheria), Helsinki (Finlandia), Logrono (Spagna), Lubiana (Slovenia) e Città di Lussemburgo (Lussemburgo). Nessuna città italiana è mai entrata tra le finaliste nelle passate cinque edizioni del concorso. Solo Alessandria, Brescia e Parma, nel passato avevano superato una prima selezione, ma comunque con punteggi molto lontani dalle concorrenti.