• 16 Aprile 2014

    Con l'elettrostimolazione quattro ragazzi muovono gli arti inferiori

    La stimolazione elettrica del midollo spinale aiuta la trasmissione dei segnali che arrivano dal cervello

    Quattro giovani americani, costretti da anni sulla sedia a rotelle per lesioni spinali, hanno mosso per la prima volta gli arti inferiori in seguito al trattamento tramite stimolazione elettrica del midollo spinale. L'esperimento è stato documentato da uno studio americano pubblicato sulla rivista Brain. Il trattamento a cui i quattro si sono sottoposti consentirebbe al midollo spinale di trasmettere agli arti paralizzati segnali, seppur deboli, che il cervello gli invia.

    I responsabili dello studio avvertono che questa procedura pionieristica non ripara il midollo danneggiato.Nonostante questo, anche se non sono ancora in grado di camminare autonomamente, i pazienti che si sono sottoposti al trattamento sono riusciti a muovere le dita dei piedi, le caviglie e le ginocchia. Un segnale più che incoraggiante agli occhi dei ricercatori, che ritengono "l’elettrostimolazione al di sotto della lesione" una terapia valida per le persone paraplegiche.

    I vantaggi riscontrati nei quattro ragazzi che hanno sperimentato questa procedura non riguardano solo il recupero di parte della mobilità perduta. I medici hanno infatti notato anche un complessivo miglioramento nella qualità della vita e nel controllo della vescica e degli organi sessuali. La ricerca è stata finanziata anche dalla Reeve Foundation, l’organizzazione che prende il nome dall’attore Christopher Reeve, il celebre Superman degli anni 80 (scomparso nel 2004) che era rimasto paralizzato in seguito a una caduta da cavallo.