• 23 Maggio 2013

    Dagli Usa: 'Giocare ai videogame rallenta il declino mentale'

    Test su un campione di oltre 600 anziani. Le prove hanno dimostrato un miglioramento nella velocit dei processi cognitivi e un rallentamento dellinvecchiamento cerebrale

    videogame migliorano l'attenzione, la percezione e la soluzione dei problemi e rallentano il declino cognitivo negli anziani. È il risultato di uno studio dell'Università dello Iowa, negli Stati Uniti, che ha messo in evidenza come i videogiochi possano ritardare l'invecchiamento della mente.

    Lo studio, che ha preso in analisi un campione di 681 persone suddivise in due fasce d'età (50-64 anni e over 65), ha concluso che dopo dieci ore di gioco al computer gli anziani possono aumentare la velocità dei processi mentali 'allungando' la vita della propria memoria anche di quattro anni rispetto a quella di non videogiocatore. I risultati sono stati pubblicati dalla rivista scientifica Plos One.

    Per i test, gli anziani sono stati suddivisi in ulteriori gruppi ai quali sono stati assegnati due differenti videogame. Le persone che hanno sperimentato il gioco 'Road Signs' (un videogame a livelli, nel quale per avanzare bisogna individuare un sempre maggior numero di targhe su auto in corsa) hanno dimostrato di aver guadagnato almeno tre anni di 'vita' cerebrale, con il miglioramento delle funzioni cognitive. Ancora meglio è andata a chi ha potuto giocare per altre 4 ore (ad alcuni era consentito maggior tempo per l'allenamento): hanno messo al riparo il cervello dal declino per quattro anni.

    Migliorare la velocità di esecuzione dei processi mentali, inoltre, può avere effetti positivi anche per la vista degli anziani: "Invecchiando, il nostro campo visivo si restringe considerevolmente ed inizia a verificarsi la cosiddetta 'visione a tunnel' - ha spiegato Frederic Wolinsky, docente nell'università dello Iowa e principale autore dello studio -. Questo è anche il motivo per il quale si verificano più incidenti stradali tra le persone in età più avanzata, in quanto la vista periferica diventa più debole".