• 23 Aprile 2014

    Danilo, autore e attore di teatro oltre la disabilità

    La storia di un ragazzo catanese di 29 anni affetto da sempre da tetraparesi spastica

    Danilo, autore e attore di teatro oltre la disabilità

    Quando venne alla luce loro figlio, ai genitori di Danilo Ferrari venne detto di non contare troppo sul futuro del piccolo, perché non sarebbe vissuto a lungo. Ventinove anni dopo, Danilo conduce un’esistenza piena di attività. Nonostante la tetraparesi spastica distonica che gli impedisce la quasi totalità dei movimenti è diventato giornalista pubblicistaautore di libri e ora anche attore. La raccolta “Il coraggio è una cosa”, libro scritto dallo stesso Danilo, è ora diventato uno spettacolo teatrale che lo vede protagonista.

    Obiettivi resi possibili da una grandissima forza di volontà e dall’aiuto di chi gli vuole bene e lo supporta. A cominciare dalla sua insegnante di sostegno ai tempi del liceo. È al Lombardo Radice di Catania, infatti, che Danilo ha conosciuto Maria Stella Accolla, la docente che da allora lo assiste e il cui aiuto è stato fondamentale per consentirgli di raggiungere certi traguardi. Danilo è laureato in Scienze dell’Educazione con una tesi in filosofia e, grazie a Maria Stella, ha potuto scrivere di grandi temi come la bellezza dell’esperienza, lo scorrere del tempo e il dolore della vita dal suo particolare punto di vista.

    Risale a una decina di anni fa, invece, l’incontro con i concittadini di Nèon, l’associazione che si occupa di aiutare chi si trova in condizioni di fragilità sociale, fisica o psichica, attraverso il potere dell’arte. Negli anni l’associazione è diventata anche una casa editrice e ha deciso prima di raccogliere in un libro gli scritti di Danilo pubblicati a partire dal 2004 e poi di adattare "Il coraggio è una cosa" per il teatro.

    La storia di Danilo colpisce per la sua forza e per il messaggio di speranza che porta per tutti coloro che affrontano una situazione simile. Anche di fronte ai dolori più grandi della vita non si ferma il bisogno di espressione e condivisione con gli altri. In fondo, è l’aspetto dell’esistenza che più ci rende umani.