• 1 Ottobre 2013

    Danimarca, un sistema sanitario che integra pubblico e privato

    Nel paese scandinavo i medici di famiglia sono la porta d’accesso ai servizi sanitari

    Circa il 77 per cento degli abitanti della Danimarca con più di 50 anni sente che la propria vita ha ancora pienamente senso, a prescindere dallo stato di salute, e dichiarano di sentirsi in forma quasi come se avessero 35 anni. Il dato, ricavato dall’ultimo rapporto Onu e dal Global Age Watch, racconta da solo l’efficienza di un sistema sanitarioche ha saputo trarre il meglio da pubblico e privato, mantenendo la capillarità e la universalità del primo modello e al contempo garantendo la capacità di ascolto e la prontezza di risposta del secondo.

    I cittadini danesi, infatti, usufruiscono di un sistema sanitario nazionale di tipo pubblico. L’accesso ai servizi è però filtrato dai medici di base che sono gli unici, insieme ai servizi di emergenza, a poter richiedere esami specialistici e ricoveri ospedalieri.

    Il paese scandinavo offre inoltre servizi di assistenza per i lungodegenti organizzati in modo che le persone possano essere seguite più a lungo possibile a casa propria. I servizi di assistenza domiciliare si preoccupano inoltre di fornire supporti tecnologici per compensare le perdute capacità fisiche della persona. Questo aspetto dell’assistenza è affidato a infermieri professionisti accreditati.

    Le prestazioni sono gratuite per i cittadini, ma i professionisti fanno parte di aziende private che hanno un rapporto con lo Stato simile a quello che in Italia regola le convenzioni con le strutture accreditate. Il numero di medici è pari a circa 3,4 per ogni 1000 abitanti, un dato leggermente inferiore (3,8) a quello italiano. Più alta della media internazionale invece la densità del personale infermieristico.

    La Danimarca ha varato questo tipo di sistema sanitario nel 1973. Il costo dell’assistenza è quasi interamente a carico dello Stato, essendo coperto all’85 per cento dalle tasse, mentre il resto del bilancio arriva dai cittadini che devono pagare di tasca propria alcune prestazioni. In particolare, i danesi si devono fare carico di medicine, cure odontoiatriche e altri servizi come quelli fisioterapici. Altri trattamenti, come quelli dentistici, sono del tutto gratuiti per determinate fasce di utenza, come i minorenni e i disabili. Resta comunque gratuita e sempre garantita la prestazione in caso di emergenza e per le persone in difficoltà economiche.

    In Danimarca, secondo il censimento del 2012, vivono circa 5,55 milioni di persone. Alta la percentuale dei giovani, che sono il 25 per cento del totale, mentre gli anziani con più di 65 anni sono il 15 per cento. Circa il 7 per cento delle persone ha invece più di 75 anni.

    Gli enti governativi che si occupano di Sanità sono il Ministero dell’Interno e della Salute, che è l’organo di coordinamento degli ospedali e del personale sanitario, mentre il ministero degli Affari sociali cura gli aspetti legati all’amministrazione della medicina di base e all’assicurazione sanitaria.

    L’assistenza agli invalidi è coordinata dal Center for ligebehandling af handicappede. Si tratta di un istituzione statale attiva dal 1993 che, secondo il sito ufficiale dell’organizzazione, si occupa di “raccogliere e analizzare, a livello nazionale e internazionale, le informazioni e le esperienze riguardanti la vita dei disabili”. Il centro funziona, inoltre, da organismo di controllo rispetto alle discriminazioni di cui potrebbero essere vittima i portatori di handicap, in modo da riferirle al Danish disability council. Quest’ultimo ha il ruolo di attivare gli interventi necessari a sanare la situazione, verificando che vengano applicate le leggi in materia di disabilità. Si occupa, inoltre, di mettere a punto e proporre al Governo centrale iniziative e modifiche legislative che possano migliorare la qualità della vita degli invalidi.