• 09-07-2019

    Dare priorità ai bisogni sanitari complessi

    Confcooperative Sanità sottolinea al Governo la necessità di un nuovo sistema di assistenza primaria

    L'intervento di  Silvia Frezza, Direttore di Confcooperative Sanità alla maratona per il Patto per la Salute

    Presente anche Confcooperative Sanità alla “#maratonapattosalute”, una tre giorni di confronto che fino a domani coinvolge presso le sedi del Ministero della Salute a Roma i principali attori del Servizio Sanitario Nazionale: strutture fornitrici di beni e servizi e le associazioni rappresentative degli utenti.

    Il Patto per la Salute 2019-2021 è un documento di indirizzo programmatico partecipato che nell’intenzione del Governo e del Ministro della Salute Giulia Grillo costituirà l’ossatura delle prossime azioni in materia di governance della nostra sanità.

    Silvia Frezza, Direttore di Confcooperative Sanità, ha portato il contributo di idee e proposte di Confcooperative alla bozza del documento di indirizzo in via di definizione.

    “Non più gare d’appalto al ribasso, ma regole certe e omogenee per l’accreditamento; maggior offerta dei servizi primari a partire dall’assistenza domiciliare; cabina di regia e partenariato tra i soggetti coinvolti nel SSN." Sono alcuni dei suggerimenti proposti nel suo intervento dal Direttore Frezza per migliorare la qualità dei servizi sanitari nel nostro Paese.

    In particolare l’attenzione di Confcooperative Sanità - che rappresenta oltre 140mila soci di cooperative tra medici, farmacisti e operatori sanitari - si è soffermata sulla parte dell’articolato che riguarda l’implementazione di un sistema territoriale di assistenza primaria (Articolo 10. Reti strutturali di assistenza territoriale sociosanitaria. Presa in carico nel percorso di cura).

    Si legge tra l’altro nel documento consegnato al Ministro che per Confcooperative occorre segnare il passaggio da un’assistenza sul territorio erogata in modo occasionale e puntiforme ad un modello di assistenza sanitaria e sociosanitaria complementare all’ospedalità per acuti organizzato come rete integrata di servizi multiprofessionali e multidisciplinari domiciliari, ambulatoriali, residenziali e semiresidenziali in grado di rispondere a tutti quei bisogni sanitari complessi che costituiscono le prossime sfide della sanità, prodotte dall’invecchiamento della popolazione: malattie croniche, degenze domiciliari, disabilità gravi e non autosufficienza, malattie rare e mentali.

    Confcooperative Sanità sottolinea che il nuovo modello di assistenza primaria, dovrà sviluppare orizzontalmente e continuativamente l’intero ciclo assistenziale prima e dopo l’intervento dell’ospedale per acuti, generando risparmi, qualificazione ed umanizzazione dei trattamenti; e che per lo sviluppo di questo percorso occorre procedere con un ‘aggiornamento’ del sistema attraverso 5 leve strategiche:

    1.Creazione di una Regia nazionale che definisca il disegno complessivo del sistema con ruoli e regole omogenee, su tutto il territorio nazionale;

    2.Definizione di Regole certe sui processi di autorizzazione e accreditamento, che mettano fine al sistema delle gare di appalto nell’area dell’assistenza primaria;

    3.Costituzione di Reti territoriali con i medici di medicina generale, le farmacie e gli operatori socio sanitari che possano contribuire alla realizzazione di percorsi assistenza integrati in un quadro di partnership con il SSN in cui il privato svolge un ruolo di complementarità regolata rispetto al pubblico;

    4.Definire con chiarezza i Ruoli introducendo una netta separazione tra la funzione di programmazione e controllo (esclusiva delle Istituzioni sanitarie) e quella di erogazione (di cui possono essere titolari soggetti sia pubblici che privati). 

    5.Rigore nella misurazione dei risultati non solo in termini di quantità di prestazioni, ma anche in termini di qualità degli esiti delle cure’.