• 17 Settembre 2013

    Disabili, a Frosinone arriva l'ortoterapia

    Nell'ultimo mese aperte nel Centro sociale integrato due serre per la coltivazione di ortaggi

    L’ortoterapia sbarca anche nei servizi di Osa a Frosinone. Una novità che abbiamo raccontato nelle scorse settimane e che inizia a prendere piede in un sempre crescente numero di attività della Cooperativa. Da alcuni mesi, infatti, sono state avviate simili iniziative presso la residenza Bellagio (in Lombardia) e nella Comunità riabilitativa San Cristoforo (in Puglia).

    "L’idea era già in cantiere da diverso tempo, al momento abbiamo realizzato due serre nel Centro sociale intergrato – ha spiegato a Osa News Caterina Fabrizi, responsabile del Csi -. Il tutto è stato possibile grazie alla collaborazione dell’Istituto tecnico di Agraria di Frosinone e all’aiuto tecnico di un agronomo, che ci ha fisicamente permesso di mettere in piedi le strutture e innestare correttamente gli ortaggi". 

    La raccolta (sono stati già piantati vari tipi di insalata, cavolfiori, cetrioli, zucchine, melanzane e altre verdure stagionali) è prevista a cavallo tra settembre e ottobre. Ma l’aspetto pratico dell’ortoterapia, con tutti i benefici psicologici che può garantire ai ragazzi disabili, è solo uno degli aspetti presi in considerazione dal personale Osa di Frosinone. 

    "Avvieremo anche un percorso didattico che prenderà in analisi tutte le fasi della vita delle piante, dalla semina alla raccolta – ha sottolineato Caterina Fabrizi -. I ragazzi con disabilità hanno difficoltà a concettualizzare questo genere di evoluzione, quindi si tratta di un fattore particolarmente importante per la loro crescita. Vogliamo inoltre insegnare ai nostri ospiti tutto ciò che serve per avviare e curare un orto, aprendo lo spiraglio a eventuali impieghi futuri nel mondo del lavoro". 

    L’ortoterapia, oltre ai vantaggi terapeutici e alla possibilità di formazione, potrebbe inoltre fornire unvantaggio economico per l’amministrazione pubblica. L’ultimo step, infatti, prevede la vendita dei prodotti su base locale: "Si tratta di un progetto futuro su scala ridotta, mirato piuttosto a coinvolgere i ragazzi  in un'attività creativa e, perché no, contribuire ad alleggerire il carico economico per il Comune", ha concluso Fabrizi.