• 24 febbraio 2016

    Disabilità, il rapporto Eurostat su salute e inclusione sociale

    L'indagine contiene dati sulla presenza di barriere in alcuni aspetti della vita quotidiana

    L'Eurostat ha diffuso l'indagine su salute e inclusione sociale in Europa

    L'Eurostat, l'Ufficio Statistico dell'Unione Europea, ha diffuso l'indagine sulla salute e sull'inclusione sociale nel Vecchio Continente relativa al 2015. Lo studio contiene i dati sulla presenza di barriere in alcuni aspetti della vita quotidiana - dai trasporti al lavoro, dalla formazione all'utilizzo del web - e descrive la percezione che le persone con disabilità hanno del loro grado di inclusione e parità sociale.

     

    I NUMERI. Secondo l'Eurostat, nel Vecchio Continente le persone con disabilità e con un'età maggiore di 15 anni sono 70 milioni, una cifra pari al 17% della popolazione globale. Quelli che vivono in Italia sono circa 4 milioni. 

     

    LA SITUAZIONE ITALIANA. Naturalmente le risposte raccolte dall'Ufficio Statistico dell'UE variano da Paese a Paese. L'Italia si aggiudica diversi primati negativi, a partire da quello nei trasporti: più di un disabile su due (51,45% contro una media Ue del 31,65%) segnala, infatti, la presenza di ostacoli per l’uso dei mezzi. Più in generale il 66,18% dei disabili italiani (contro il 52,89% della media europea) incontra barriere nella mobilità. Non va meglio in altri settori. L'Italia non brilla per la facilità di inserimento nel mondo del lavoro (siamo penultimi davanti alla Grecia), l’accesso al web (penultimi davanti alla Romania) o l’educazione (dove l’Italia fa meglio solo di Bulgaria e Grecia). Rimane alta, invece, l'aspettativa di vita in buona salute nel nostro Paese (oltre gli 80 anni d'età, inferiore solo a Svizzera, Islanda e Svezia).

     

    LA DISCRIMINAZIONE PERCEPITA. Un parametro molto interessante preso in considerazione da Eurostat è quello della “discriminazione percepita”, vale a dire l'ingiusto trattamento subito a causa della propria disabilità. In alcuni settori, come l’educazione e la formazione o il lavoro, la correlazione con la discriminazione è risultata "molto forte". In altri, come i trasporti e la mobilità, non si rileva invece “alcuna correlazione apparente”.

     

    DIFFERENZA DI GENERE Un'altra caratteristica che ha individuato lo studio è quella di una forte incidenza della differenza di genere. Le donne disabili, infatti, hanno segnalato in quota abbastanza superiore rispetto ai maschi le difficoltà incontrate per le barriere presenti nella mobilità e nei trasporti, come anche nell’accessibilità agli edifici.

     

    Clicca qui per consultare l'indagine Eurostat sulla salute e sull'inclusione sociale in Europa