• 3 Settembre 2014

    E-care, un nuovo approccio all'assistenza domiciliare

    OSA ha avviato un progetto innovativo che punta a migliorare il lavoro degli operatori

    OSA sta sperimentando il progetto E-care, un nuovo approccio all'assistenza domiciliare

    La Cooperativa OSA è da sempre alla ricerca di formule innovative per migliorare gli esiti del lavoro dei soci impegnati nell’assistenza domiciliare. Una delle vie che è attualmente in fase di sperimentazione prevede il coinvolgimento delle persone seguite, per raccogliere informazioni utili al miglioramento del servizio e alla condivisione dell’esperienza di malattia con gli altri assistiti. È questo lo scopo del progetto E-care, che punta alla raccolta delle informazioni e la loro condivisione. Un’iniziativa che può rendere anche maggiormente fruibili le risorse sul territorio, sia quelle messe a disposizione da soggetti istituzionali come Asl e Comuni, sia dagli attori del terzo settore, come le Associazioni e i soggetti che erogano assistenza privata


    La Cooperativa opera nel campo dell’assistenza domiciliare da oltre 25 anni arrivando ad assistere, nel solo 2013, circa 26.000 persone. “In questo periodo – ha raccontato a OSA News Caterina Bianchi, medico dello staff della Direzione sanitaria di OSA – abbiamo cercato di coinvolgere in maniera sempre maggiore i nostri assistiti nella costruzione del loro benessere, fisico ma anche psicologico. Nel passato i questionari ideati per rilevare la qualità percepita dell’assistenza sono stati somministrati per via telefonica a un campione rappresentativo dell’intera utenza. L’idea di innovazione che abbiamo sviluppato in questi ultimi 12 mesi, cioè il progetto E-care, si basa sullo sfruttamento delle potenzialità di internet. Nel concreto, puntiamo a fare in modo che a rispondere via internet alle domande sia il maggior numero possibile di assistiti in prima persona, eventualmente con l’aiuto dei parenti o dei caregiver in generale. In questo modo intendiamo creare un canale di comunicazione molto più diretto rispetto al precedente. Le nuove tecnologie ci consentono, per esempio, di utilizzare device portatili che possono accedere a sistemi di gestione condivisa delle informazioni che potranno essere messe in rete grazie al WebAdi”.  

    Il progetto E-care di OSA prevede un piano molto articolato che utilizzerà, nell’ottica di migliorare la qualità del servizio, anche altri strumenti, come quello della cosiddetta medicina narrativa. “Si tratta – ha spiegato la dottoressa Bianchi – di dare la possibilità alle persone di raccontare la propria, individuale, storia di malattia e di assistenza. La letteratura scientifica medica internazionale ha confermato che questa pratica porta vantaggi alla persona autrice del racconto che, ripercorrendo le tappe della propria esperienza, riesce a comprenderla meglio e a ‘metabolizzarne’ i momenti più duri. La stessa narrazione, ovviamente in forma anonima, se condivisa può portare benefici anche ad altre persone che stanno vivendo storie di malattie e di assistenza simili a quella raccontata. Lo scopo finale di questo progetto è la creazione di un networkall’interno del quale, grazie anche alla presenza di ‘moderatori’ esperti di queste problematiche, si possano trovare risposte a tutte le domande possibili in queste circostanze”. 

    Le persone seguite a domicilio dagli operatori della Cooperativa OSA sono spesso persone anziane o, comunque, con trascorsi personali che li hanno portati ad essere soli e isolati. In questi casi vengono a mancare i punti di riferimento e le persone non sanno a chi rivolgersi per trovare risposta alle proprie esigenze. “Un terzo progetto che stiamo portando avanti – ha aggiunto la dottoressa Bianchi – cerca di venire in soccorso a questi utenti con le iniziative ‘Telecompagnia’ e ‘Teleinformazione’ che si propongono di colmare queste lacune, consentendo alle persone di trovare sostegno e uscire dall’isolamento”.

    La “messa in rete” di tutte queste informazioni ha lo scopo di rendere pienamente fruibili le risorse disponibili sui territori di residenza degli assistiti. “In questo modo – ha concluso la dottoressa Caterina Bianchi – cerchiamo di mettere le persone a conoscenza di tutti i loro diritti ma, soprattutto, di tutte le risorse, sociali e sanitarie che hanno a disposizione nella zona di residenza ma di cui magari non conoscono nemmeno l’esistenza. Sia il progetto E-care sia quelli relativi alla Telecompagnia e alla Teleinformazione hanno concluso la fase preliminare, durante la quale sono stati accuratamente elaborati e stanno entrando in quella di costruzione vera e propria dei nuovi servizi che vedranno la luce entro i prossimi mesi”.