• 22 dicembre 2017

    Editoriale, Il nostro impegno per tutti gli 'Angelo' che incontriamo

    Presidente Milanese: "Auguro a tutti, in queste feste, di trovare riposo e calore per affrontare l'anno che verrà"

    L'editoriale del presidente OSA Giuseppe Milanese nel numero di dicemmbre 2017 di OSA News

    Cari soci,

    dicembre è il mese che ci accompagna al Santo Natale ed è anche, per chi fa il nostro mestiere, un mese significativo, perché ricorrono due giornate dedicate alla lotta contro l'Aids e ai diritti delle Persone con Disabilità, che ci portano a riflettere sul nostro impegno quotidiano, al fianco dei più deboli.
     

    Forse perché invecchio ma, per guardare al futuro, mi piace ritornare agli inizi: come vi ho raccontato spesso, nei nostri incontri e in queste pagine, nel lontano 1989 iniziammo in un garage, di fronte alla piccola parrocchia dedicata a Santa Margherita Maria Alacoque, nel quartiere di Tor Vergata, assistendo nei palazzi-casermoni di Tor Bella Monaca i primi pazienti affetti da Hiv. Angelo fu uno dei primi. La sua casa si trovava lì, nella profonda periferia di Roma. Lui tossicodipendente e con pochi mesi ancora da vivere. Diventammo subito amici e per un po' venne a lavorare con noi, come “garagista”. Lo accompagnammo sino agli ultimi momenti della sua vita, cercando di alleviare il dolore e regalandogli alcuni momenti di compagnia. Come lui ce ne sono stati tanti altri, in questi oltre trent'anni di storia della nostra Cooperativa. Una storia che ricordiamo, ogni giorno, prendendoci cura di tutti gli “Angelo” che incontriamo.
     

    Uso le parole del nostro psicologo Giuseppe Taddeo, uno dei pionieri del servizio Hiv a Roma, che proprio il 1° dicembre ha dedicato un pensiero sui social ai nostri assistiti definendoli: “volti impressi nella memoria, che si sono affidati con tutta la loro fragilità a noi, che ci siamo fatti carico di pensare a ogni risposta assistenziale e umana. Queste persone sono coloro che ci hanno insegnato di più nella vita per l'alto spessore umano delle relazioni che con loro abbiamo intessuto”.
     

    Veniamo ad oggi. Un problema ancora aperto nel nostro Paese è proprio quello dell’inclusione sociale delle persone con disabilità. Per rendercene conto basta dare un'occhiata agli ultimi dati dell'Osservatorio nazionale sulla salute nelle Regioni diffusi dall'Università Cattolica di Roma. In Italia ci sono circa 4 milioni e 360 mila persone che convivono con problemi collegati alla disabilità, vale a dire il 7,2% della popolazione, la maggior parte ha una età superiore ai 65 anni e vive nel Mezzogiorno. Circa 2 milioni 155 mila sono in condizioni di particolare gravità (in pratica il 3,6% della popolazione). Oltre un terzo vive solo, un quarto con un coniuge e senza figli; tra gli ultra 75enni la quota di coloro che vivono soli raggiunge il 42,4%.
     

    Un'emergenza che ha bisogno di risposte concrete da parte di tutti. Noi, nel nostro piccolo, proviamo con umiltà a farlo ogni giorno. Questa è da sempre la nostra partita: dare alla gente che assistiamo qualità e, aggiungo per storia, anche un po’ di cuore. Quel cuore che mettete nelle vostre giornate, e senza il quale non si può fare questo lavoro. Quel cuore che i nostri assistiti sperimentano, ogni giorno, nelle loro case e nelle residenze, dalla Lombardia alla Puglia.
     

    È questa la sana competizione che vogliamo e che chiediamo, per la quale occorrono regole certe e chiare. Regole che continuiamo a chiedere in tutti i tavoli, a partire da quello di FederazioneSanità, in cui, con tutti i dirigenti di Confcooperative, condividiamo ogni giorno questa battaglia, ribadendo il ruolo che la cooperazione, quella sana e vera, può avere in questo momento storico del Paese.
     

    Il metodo cooperativo, infatti, nonostante tutti gli errori, inevitabili quando si gestiscono persone, fa sentire ognuno di noi parte di un sistema più grande, a cui appartenere.  Abbiamo più volte ripetuto, nelle nostre assemblee, quale valore sia mettere insieme, a fattor comune, il proprio lavoro, ogni giorno, per costruire un pezzettino di mondo migliore.
     

    Questa è stata da sempre la nostra piccola pretesa: cercare di rendere migliore, con piccoli passi, la vita di ogni giorno, la nostra e quella di chi, con dei bisogni, si rivolge a noi.
     

    Questo è il respiro con cui abbiamo affrontato i problemi di questi anni, nella speranza di operare ogni giorno per il bene comune, ed è con questo pensiero che faccio a voi tutti e alle vostre famiglie i più cari auguri di Natale, immaginandoci tutti riuniti, simbolicamente, intorno a un grande tavolo, soci e assistiti insieme, cercando in queste feste di trovare riposo e calore per affrontare l’anno che verrà.
     

    Tanti cari auguri a tutti!

     

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