• 29-01-2019

    Giuseppe: In OSA ho trovato (e creato) una grande famiglia

    Il coordinatore OSS delle Residenze di Mesagne si racconta e indica la strada a chi vuole fare lo stesso mestiere

    Competente, sempre disponibile, con una simpatia e una umanità contagiose. Potrebbero essere questi alcuni aggettivi per descrivere Giuseppe Tulino, coordinatore degli OSS (Operatori Socio Sanitari) nelle residenze Villa Bianca e Casa Melissa di Mesagne (BR).

     

    Una professionalità cresciuta nella Cooperativa con un background familiare di servizio agli altri: il fratello, Padre Giovanni, è un missionario del PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere) in Cambogia. Tra i 50mila volti di OSA è forse uno di quelli riconosciuto da tutti; conosce la Cooperativa a menadito e si muove in essa come un pesce nel suo mare.

     

    La sua esperienza lavorativa inizia 14 anni fa con gli ospiti di RSA Bellagio, l’altra struttura residenziale, che la Cooperativa OSA gestisce in Lombardia.  Un impegno durato 10 anni in cui ha rafforzato le sue doti umane e professionali.  Poi il passaggio a Mesagne dove attualmente risiede diventando punto di riferimento indispensabile per gli operatori.

     

    “In OSA – ci racconta - ho trovato una grande famiglia ed ho creato una famiglia. Quando lavoravo a Bellagio ho conosciuto mia moglie Angela, anche lei assunta come OSS nella Cooperativa. Ci siamo sposati dieci anni fa e da questa unione sono nate due splendide principesse: Elisabeth e Sofia”. Le due gemelline sono fortemente integrate all’interno delle residenze. I ‘nonni’ di Villa Bianca e i ‘ragazzi’ di Casa Melissa sono la loro seconda famiglia. Angela e Giuseppe hanno sempre cercato di coinvolgerle in ogni attività per farle crescere con il seme del rispetto per gli altri e della disponibilità verso chi ha bisogno.

     

    “Io dedico la maggior parte del mio tempo agli ospiti – dice Giuseppe in una pausa dal lavoro -. Grazie alla fiducia riposta in me dalla dirigenza OSA ho maturato molta esperienza, imparando anche tanto.  Ed è forse per questo che sono diventato un punto di riferimento per tanti operatori”.

     

    Ai giovani che volessero intraprendere il lavoro di Operatore Socio Sanitario, Giuseppe consegna questo consiglio: “È un lavoro che si fa col cuore. Non è un’attività che puoi fare pensando solo allo stipendio. Ti vengono affidate persone che hanno bisogno di aiuto e c’è la necessità di dare tutto l’affetto possibile. Io considero questo impegno come se fosse una missione per questo mi sforzo di metterci ogni giorno passione e tanto amore”.