• 26-09-2019

    Il basket in carrozzina mi ha cambiato la vita

    La storia di Rachele Giglio, 16 anni, da OSA I Ragazzi di Panormus alla maglia azzurra

    Rachele con le compagne di squadra e lo staff della nazionale italiana di pallacanestro in carrozzina

    Il progetto “OSA -  I Ragazzi di Panormus” che vede dallo scorso anno la Cooperativa sostenere come main sponsor l’Associazione Sportiva Dilettanti di Palermo, impegnata nel campionato nazionale basket in carrozzina di serie B e in quello giovanile FIPIC, si arricchisce di nuove soddisfazioni. Oltre agli ottimi piazzamenti ottenuti nella stagione scorsa la compagine palermitana può vantare anche la chiamata in nazionale di una delle sue atlete più giovani e promettenti: Rachele Giglio, classe 2003.

     

    Rachele vive a Vita, un paesino dell’entroterra trapanese, proprio sotto le falde del monte Baronia a poca distanza dalla valle del fiume Belice.  Per partecipare agli allenamenti della squadra a Palermo, Rachele si sottopone ad un viaggio andata e ritorno di oltre tre ore. Per chi vive in carrozzina il tragitto in auto è comunque impegnativo e non sempre agevole, anche per i familiari che la seguono in ogni spostamento.

    Tuttavia i disagi passano in secondo piano quando Rachele raggiunge i suoi compagni di avventura. Sul parquet del PalaMangano, questa ragazza volitiva e dalla forte personalità, frantuma ogni avversità e recupera il proprio posto nel mondo. La grinta di Rachele, unica ragazza nel team, è un collante importante nelle alchimie di gioco. In attacco come in difesa, è lei che incita i compagni, precipitandosi dietro ogni pallone, dal primo all’ultimo secondo di gioco.

     

    Quando Rachele si racconta, il suo viso tondo e radioso, incorniciato da uno sbarazzino caschetto biondo, velocemente arrossisce: “C’è stato un prima e un dopo nella mia vita. Lo spartiacque è stato giocare a basket. La pallacanestro mi ha cambiato, nel senso che grazie a questo sport sono riuscita ad esprimere me stessa pienamente. In questo mio percorso non sono stata mai sola: oltre alla mia famiglia - che mi ha sempre sostenuto - ho avuto la fortuna di incontrare molte persone straordinarie grazie alle quali ho potuto vivere delle emozioni che è difficile solo anche poter immaginare alla mia età, come il sogno di vestire la maglia azzurra”.

    La voce di Rachele tradisce una certa emozione quando snocciola il suo curriculum sportivo: “Sono stata chiamata a partecipare ai raduni della nazionale femminile dal 2018. Ed ero la più giovane con i miei 14 anni. Quando giocavo a Trapani, due anni fa partecipai ad una sessione di allenamenti insieme al coach della nazionale Carlo Di Giusto; alcuni mesi dopo, durante un match a Reggio Calabria, una giocatrice della squadra locale, che faceva anche parte della nazionale, mi disse che mi avrebbe segnalata alla Federazione per un provino; poco tempo dopo fui convocata e da allora faccio parte della nazionale. Da quest’anno altre due ragazze della mia stessa età sono nella rosa, per cui condivido con loro questo primato”.

     

    In maglia azzurra Rachele ha partecipato nel settembre 2018 a Lignano Sabbiadoro alle qualificazioni per i campionati europei e ad aprile 2019 ha raggiunto le sue compagne azzurre a Deauville in Bretagna, dove la nazionale italiana è stata impegnata in uno ‘Youth camp’ di preparazione per la kermesse europea. In quest’occasione Rachele è stata protagonista di un doppio appuntamento amichevole con le parigrado transalpine.