• 22 giugno 2016

    Il bisogno di sangue non va in vacanza. La nuova campagna Avis

    La maggioranza dei donatori ha tra i 30 e i 55 anni. Tra il 2009 e il 2020 la riduzione è stimata nel 4,5%

    La campagna nazionale di comunicazione Avis del 2014

    "Anche d'estate c'è bisogno di sangue. Dona ora". È questo il messaggio veicolato dalla nuova campagna di comunicazione di AVIS Nazionale incentrata sul tema della "prima volta"  come raccontato dallo spot di 30 secondi disponibile sul canale youtube dell’Associazione di volontariato, fondata a Milano nel 1927.


    In occasione della Giornata mondiale del donatore di sangue, che si celebra annualmente il 14 giugno, all’Istituto Superiore di Sanità si è svolta la Giornata d’incontro “La vitale cultura del dono e il Sistema sanitario in Italia” organizzata dal Centro nazionale sangue in collaborazione con le Associazioni e Federazioni dei volontari italiani del sangue, Avis, Croce Rossa, Fidas, Fratres.
     

    Come si legge sul sito dell’Avis “Sono oltre 1.700.000 i donatori di sangue italiani e il loro contributo al nostro Sistema sanitario è fondamentale perché consente di garantire, su tutto il territorio nazionale, le terapie trasfusionali, che rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Lo slogan che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha scelto quest’anno per celebrare la giornata mondiale: ‘Blood connects us all, il sangue ci unisce tutti’, evoca molti significati e stimola la nostra riflessione - dice Angelo Lino del Favero, Direttore Generale dell’Istituto Superiore di Sanità -. La vitale solidarietà dei donatori di sangue rappresenta una testimonianza positiva della capacità della nostra società di allontanare da sé un atteggiamento di globalizzazione dell’indifferenza”.

     

    Nel 2015 in Italia sono stati prodotti 2.572.567 unità di globuli rossi, 276.410 unità di piastrine e 3.030.725 unità di plasma. Sono stati trasfusi 8.510 emocomponenti al giorno e curati 635.690 pazienti (1.741 pazienti al giorno).

     

    “L’83% dei donatori italiani dona in maniera periodica, non occasionale - spiega Giancarlo Maria Liumbruno, Direttore del Centro nazionale sangue - Questa fidelizzazione è fondamentale per via del legame molto stretto che esiste tra donazione volontaria, consapevole e non remunerata e qualità del sangue in termini di sicurezza. Grazie ai donatori l’Italia è un Paese autosufficiente già da diversi anni e normalmente esiste una situazione di bilancio positivo tra numero di unità di sangue ed emocomponenti donate e fabbisogno a livello locale. Nel periodo estivo alcune Regioni possono trovarsi in situazioni di carenza ma il Sistema è strutturato in modo tale da garantire la copertura dei bisogni trasfusionali attraverso lo scambio interregionale. È importante sottolineare che il sangue è una risorsa biologica limitata e, nel rispetto dei donatori, è necessaria una forte attenzione non solo agli aspetti produttivi ma anche all’appropriatezza dei consumi e alla gestione delle scorte.”

     

    La fascia d’età dalla quale proviene la maggioranza dei donatori è rappresentata da persone in età compresa tra i 30 e i 55 anni, una componente del corpo sociale destinata a ridursi in modo significativo nei prossimi decenni stando alle proiezioni demografiche. La percentuale di giovani che sul numero totale di donatori, nel 2015, si attesta al 31,67% (13,39% classe di età 18-25 anni, 18,28% classe di età 26-35 anni) è ancora troppo bassa. Se si considerano i dati sull’invecchiamento della popolazione, infatti, tra il 2009 e il 2020, la riduzione dei donatori è stimata nel 4,5%.

     

    (fonte Avis.it)