• 7 agosto 2018

    Il Cardinal Ravasi in visita presso la RSA Bellagio gestita da OSA

    Un incontro emozionante accompagnato da parole di conforto e di amore verso operatori, assistiti e famiglie

    Un momento della Santa Messa celebrata dal Cardinale Ravasi presso la RSA OSA Bellagio

    Sua Eminenza Reverendissima il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, oggi 7 agosto ha incontrato gli ospiti, i familiari e gli operatori della Residenza Socio Assistenziale di Bellagio gestita dalla Cooperativa OSA. Ad accoglierlo Vincenzo Trivella, il direttore della RSA che ha raccontato al Cardinale la grande famiglia di OSA a Bellagio.
     

    ‘Conversazioni sul lago’ è il nome di questo incontro a cui hanno partecipato circa 120 persone e che è stato suddiviso in tre diversi momenti: il saluto con i lavoratori OSA, la Santa Messa all’esterno della struttura e la visita ai malati che non hanno potuto partecipare alla funzione religiosa.
     

    A tutti il Cardinale Ravasi ha voluto lanciare un messaggio di speranza e di serenità.
     

    In particolare, durante il saluto con gli operatori della RSA OSA Bellagio, partendo dal libro di Susan Sontag La malattia come metafora, Sua Eminenza ha parlato dell’importanza dell’elemento umano nella cura del malato, al di là del trattamento medico, da parte di tutti. Tutti, infatti, infermieri, medici, assistenti sociali, educatori ma anche gli addetti ai servizi, come le persone che si occupano delle pulizie, possono aiutare i malati a stare meglio, anche donando un fiore, un gesto che può sembrare banale ma che in realtà racchiude un significato simbolico molto profondo.
     

    Durante la Santa Messa il Cardinale Ravasi ha fatto notare che è bello pregare in uno spazio aperto, libero come questo. Ha invitato tutti a ricordarsi di una caratteristica di Gesù. Lui amava camminare intorno al lago di Tiberiade, si preoccupava delle persone deboli, malate, mutilate. Si prendeva cura di loro, si prendeva carico della loro debolezza e malattia. Gesù tra tutti si prendeva cura dei lebbrosi, considerati puniti da Dio. Lui li amava, li toccava... Gesù avvicinava tutti loro. Rivolgendosi agli assistiti di OSA, il Cardinale fa notare loro che Gesù è presente tra voi e che per Lui “Siete le persone più importanti”.
     

    Ravasi, inoltre, ha ricordato che una volta si insegnava che la vita è fatta di quattro momenti: imparare quando si è piccoli; insegnare quando si è adulti; ritirarsi in solitudine che è il terzo momento, quello del bosco. E poi c’è il quarto momento, quando si diventa - come voi - ‘mendicanti’, quando si ha bisogno degli altri, magari per spostarsi, per mangiare, per parlare. E allora io vi dico: “Ringraziate coloro che si occupano di voi e accettate la malattia perché è parte della vita”.


    Terminata la Santa Messa, il Cardinale Ravasi ha salutato uno a uno tutti gli ospiti, anche quelli allettati e con alcuni di loro si è intrattenuto a descrivere la bellezza di questi territori che ha dato loro i natali.