• 11 maggio 2017

    Il Cdd OSA visita la mostra di pittura di una ragazza tetraplegica

    "La lezione pi grande: l'arte aiuta a superare barriere e difficolt e a comunicare i propri sentimenti"

    Foto di gruppo: i ragazzi del Centro Diurno Disabili di Ferentino in visita alla mostra di Giulia

    "Emozionante, eccezionale, straordinaria". Sono questi gli aggettivi che i ragazzi del Centro diurno (Cdd) Luca Malancona di Ferentino gestito dalla Cooperativa OSA hanno usato per descrivere la mostra di pittura di Giulia, una studentessa tetraplegica del liceo artistico "Bracaglia" di Frosinone.
     

    La mostra è stata allestita presso l'oratorio della chiesa di Santa Maria a Supino ed è stata molto apprezzata dagli utenti del Cdd.
     

    "Per Agostino, Sara, Claudio, Cristian, Veronica, Luca, Alessia, Arianna, Antonio, Rachele, Michela è stata una giornata speciale quella di ieri (10 maggio 2017) - ci raccontano gli operatori OSA Franca, Stefania e Carlo che insieme all'educatrice Eleonora hanno accompagnato il gruppetto - Siamo felici che abbiano accolto con entusiasmo la nostra proposta e ci ha sorpreso lo stupore con cui hanno ammirato i lavori artistici di Giulia. Sono rimasti colpiti dal fatto che la pittura, come forma espressiva, permette di comunicare e sperimentare emozioni, percorsi, sogni, desideri propri e altrui".

    Giulia, infatti, attraverso i suoi quadri ha mostrato che le barriere e le difficoltà possono essere superate e grazie all'arte della pittura è in grado di esternare i suoi diversi stati d'animo. “L'arte come stimolo attiva non solo le reazioni emotive ma stimola a ripetere e a cimentarsi nella riproduzione di ciò che abbiamo visto ed esperito - chiarisce la coordinatrice Alessandra - questo è il vero valore aggiunto per i nostri ragazzi. Lo schema che cerchiamo di far mettere in pratica è ‘Osservo, ho una reazione emotiva e ripeto ciò che ho visto poiché mi è piaciuto. Quindi l'arte nelle sue varie forme è la via regia per comunicare senza barriere”.

    L'operatrice Stefania Pro, inoltre, ci racconta quanto sia stata stimolante questa esperienza per tutti da un punto di vista umano ma anche pratico perché gli assistiti “hanno potuto vedere con i propri occhi una forma di comunicazione diversa, basata sulla tecnica dei colori a tempera e pennarelli tradizionali. Ho spiegato loro che sono stati usati i colori associati a emozioni positive, emozioni che sono arrivate pienamente a ognuno di loro". 

    L'arte si conferma, ancora una volta, dunque, una forma di riflessione e di integrazione sociale importante, come ha affermato l'educatrice Eleonora Carnevale: "Siamo felici che la mostra sia riuscita a stimolare la sensibilità e la curiosità dei nostri ragazzi. Rientrati in Centro ci hanno subito chiesto di poter sperimentare con Veronica, una delle nostre ragazze, la tecnica applicata da Giulia per insegnarle a dipingere e a rappresentare i suoi stati d'animo".