• 23-07-2019

    Il coraggio di Luciano

    Tra carcere e comunità, tra sregolatezza e amore, l’assistito Luciano racconta sul magazine OSA il suo difficile passato e l’incontro con la Cooperativa

    Ci sono casi, storie, persone, in cui la forza vitale è semplicemente così potente da non poter essere estinta – non conta quanto grandi siano o siano state le difficoltà, quanto scuro sia il buio che ne inonda il contorno. Ci sarà sempre una luce, inestirpabile, che ne custodirà l’essenza.

    Tutto questo, formulato in parole, è condensato senza filtri negli occhi di Luciano, 58 anni, da quasi 22 assistito OSA. Questi occhi parlano senza ombra di dubbio – e, soprattutto, senza ombre tout court. Poiché, nonostante sia ipovedente dal 2004, il bagliore e la gioia che questo ragazzo sui 60 è in grado di comunicare immediatamente a chiunque entri nella sua graziosissima casa in zona Portonaccio, sono quasi sbalorditivi.

     

    Ti coinvolge subito, Luciano: nonostante veda solo “le figure”, così le chiama lui, si muove come un fringuello, chiacchiera come un vulcano, ride con la purezza di un bambino. Il suo piccolo appartamento, dove vive solo, oltre che minuziosamente ordinato e lucidato più d’uno specchio, è sempre riempito dalla musica che emana da una curiosissima radiolina rosa in stile anni ’70, poggiata come un cimelio vivente su un mobile al centro del soggiorno. Quasi che le vibrazioni della musica facessero da luce solare.

     

    Leggi la storia di Luciano e degli altri assistiti e operatori OSA, pubblicate su 50 MILA VOLTI Magazine