• 29 dicembre 2017

    Il doppio ruolo di Anna Maria, infermiera di MaiSoli

    “Del mio lavoro amo l’aspetto umano, perchè oltre le cure sono importanti un sorriso e una parola di conforto”

    Anna Maria presso la Centrale operativa di Maisoli

    È la più giovane dei colleghi che lavorano nella Centrale operativa di MaiSoli, in via Vallerotonda. Si chiama Anna Maria Buono, ha 25 anni ed è laureata in Infermieristica.
     

    Entrata in OSA nell'aprile 2014, ha iniziato a lavorare per l'Assistenza domiciliare integrata (ADI) privata effettuando prestazioni a livello domiciliare. Dall'anno scorso svolge anche lavoro d'ufficio per la Centrale operativa, appunto, dove si occupa di gestire le richieste di assistenza a livello sanitario.
     

    "MaiSoli offre servizi di infermieristica, fisioterapia, logopedia, medicina specialistica, diagnostica. Nello specifico, quotidianamente, mi occupo di avere il primo contatto telefonico con gli utenti, capire il livello assistenziale dell'intervento, individuare le esigenze del potenziale paziente, elaborare le richieste e organizzare i turni del personale. Partecipo alle riunioni settimanali all’interno della Centrale operativa dove pianifichiamo, con i responsabili, le attività e le modalità di intervento delle nuove richieste pervenute. Mensilmente organizzo i turni per le assistenze che si ripetono e per le nuove. Dopo aver programmato le attività, contatto gli operatori telefonicamente e per e-mail riepilogo tutte le informazioni. Con l’assistito lo scambio di informazioni avviene soprattutto per telefono, proprio per creare, da subito, quel senso di prossimità e di accoglienza che è insito nella nostra mission. Allo stesso tempo, effettuo le valutazioni infermieristiche domiciliari o sostituisco un collega per l’assistenza qualora manchi”.
     

    Il fatto che Anna Maria lavori sia sul campo che in sede le ha permesso, nonostante i pochi anni di esperienza, di capire tanto le esigenze dei colleghi quanto quelle degli utenti, sensibilità molto apprezzata dai suoi responsabili.
     

    “Il mio lavoro è molto delicato - ci spiega Anna Maria - quando rispondo al telefono sono il primissimo contatto per un utente o il famigliare di un utente che ha chiamato per valutare i nostri servizi e decidere di affidarsi a noi. In questi casi tutto è importante: il tono della voce, la precisione delle informazioni, la credibilità di quello che dico, il mio modo di pormi. Inizialmente chi chiama vuole informazioni per sapere come ci muoviamo a livello organizzativo, in che modo rispondiamo alle sue esigenze; quali sono i tempi di attesa e ovviamente i costi. Poi segue la valutazione infermieristica: raccolgo i dati anamnestici, clinici che mi permettono di capire la gravità della situazione, di definire il livello assistenziale o di programmare la visita medica, qualora sia necessaria”.
     

    Insomma nulla può essere lasciato al caso e questo vale anche quando a parlare è l’Anna Maria infermiera.
     

    “Inizialmente non pensavo che mi sarei occupata di domiciliare. Mi ero appena laureata e sinceramente l’idea di lavorare da sola mi intimoriva un po’. Andando avanti, ho acquisito sicurezza e dimestichezza, ho iniziato a ricevere le prime gratificazioni proprio da parte di chi assistevo ed è stata una sensazione bellissima. Sono due attività completamente differenti. Lavorare sul campo mi piace ma anche in Centrale ho le mie soddisfazioni perché, fortunatamente, mi occupo comunque di aspetti sanitari”.

     

    Leggi l’intervista integrale sul numero di dicembre 2017 di OSANews