• 25-10-2018

    In 15 anni persi quasi 40 mila addetti nella Sanità pubblica

    Un dossier della CGIL sul pubblico impiego, rischio esodo nei prossimi anni con le nuove norme sulle pensioni

    In calo i dipendenti pubblici del comparto sanitario

    Presentata il 25 ottobre 2018 nell'ambito del 6° Congresso regionale della Fp Cgil di Roma e Lazio una ricerca sull’occupazione nel pubblico impiego. I dati sono stati elaborati sulla base del Conto Annuale della Ragioneria Generale dello Stato e riguardano: Ministeri, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Agenzie Fiscali, Enti Pubblici non economici, Regioni e Autonomie Locali, Servizio Sanitario.

     

    In Italia dal 2001 al 2016 si è passati da 1.612.924 unità del 2001 a 1.342.085 del 2016, con una riduzione di 270.839 dipendenti, pari a -16,8%.

     

    Nel Lazio da 189.538 unità del 2001 a 155.053 del 2016, con una riduzione 34.485 dipendenti, pari a -18,2%.

     

    “Un quadro allarmante - rileva la CGIL nel documento -. Cresce l’età media e si riduce il rapporto tra dipendenti e cittadini, determinando - soprattutto in ambito sanitario e dei servizi alla persona - un livello occupazionale non sufficiente a garantire regolarità e qualità dei servizi, senza contare che l’età media avanzata di una vasta platea di lavoratori comporta una maggiore esposizione a malattie professionali”.

     

    Nel dettaglio in Italia sono state rilevate riduzioni degli addetti, in tutti i comparti pubblici:

     - 45.660 unità nei Ministeri, -23,3%;

     - 748 unità nella Presidenza del Consiglio, -18,3%;

     - 4.001 unità nelle Agenzie Fiscali, -7,3%;

     - 22.255 unità negli Enti Pubblici, -34,4%;

     - 147.964 unità nelle Regioni e Autonomie Locali, -24,9%;

     - 39.715 unità nel Servizio sanitario, -5,8%.

     

    Nel Lazio, sono state rilevate riduzioni in % più gravi:

     - nei Ministeri, -25,6% a fronte del -23,3% generale;

     - negli Enti Pubblici, -28,9% a fronte del -34,4% generale;

     - nella Sanità, -10,2%, a fronte del -5,8 % generale.

     

    La riduzione media annua nel triennio 2014 – 2016 è stata in Italia del 2%, nel Lazio è stata del 2,2%.

     

    “Il quadro risulterebbe ulteriormente aggravato nell’ipotesi di riforma delle pensioni con ‘quota 100’. Circa 500 mila dipendenti in Italia, 65 mila nel Lazio, nel 2019 avranno infatti tra 58 e 67 anni. Nel triennio 2019-2021 saranno sessantenni o ultrasessantenni e molti di questi potranno presumibilmente accedere al pensionamento utilizzando la ‘quota 100’ a 62 anni. Un'emorragia - sottolinea il Sindacato - solo in parte compensata dai pur difficili processi di stabilizzazione e dai pochi concorsi banditi”.

     

    (Fonte: Funzione Pubblica Roma e Lazio – CGIL)