• 5 agosto 2019

    In casa delle persone entro con i piedi sollevati da terra

    Enrico, operatore dei servizi SAISA e SAISH, racconta il suo lavoro nel secondo numero del Magazine 50MILA VOLTI

    Enrico, operatore OSA dei servizi SAISA e SAISH, racconta il suo lavoro al fianco degli assistiti della Cooperativa

    Quando entra in casa delle persone che assiste lo fa “con i piedi sollevati qualche centimetro da terra, perché andarci con i piedi di piombo sarebbe troppo poco”. È una questione di delicatezza per Enrico, operatore OSA che lavora nei servizi SAISA e SAISH, i Servizi per l’Autonomia e l’Integrazione Sociale per anziani e persone con disabilità che la Cooperativa eroga nei Municipi di Roma IV, V, VI e VII.

     

    Sulle pagine del Magazine 50MILA VOLTI racconta il suo lavoro e il suo impegno quotidiano al fianco degli assistiti. “La cosa più difficile è capire quali siano le dinamiche, comprendere le esigenze di ognuno, perché quando prendiamo in carico una persona, molto spesso non sa nemmeno lei quale sia il suo reale bisogno. Magari una richiesta apparentemente semplice, come la voglia di uscire nasconde un sentimento di solitudine, un disagio. Il primo punto di contatto con l'assistito, all'interno della sua casa, è vero stupore, è scoperta. All'inizio va sempre tutto bene, anche perché rappresentiamo una novità poi, piano piano, inizi a comprendere quali siano i bisogni, le criticità, il contesto familiare".

     

    "Ci vogliono zero pregiudizi e zero aspettative – sottolinea ancora Enrico – e bisogna imparare a capire, non è facile ma è fondamentale”. Non fermarsi alla prima porta, si potrebbe dire. “C'è chi ti apre la porta e ti accetta immediatamente e c'è invece chi fa resistenza. C'è chi ti offre il caffè e magari è proprio quello il canale, il punto di contatto per iniziare la relazione. Ci sono dei casi dove c'è diffidenza, distanza. Sono quelli dove si fa più fatica e dove persiste il maggiore bisogno. Sta a noi cercare lo spiraglio per comunicare con gli assistiti, perché se si riescono ad abbattere i muri, alla fine si scopre che il bisogno è enorme e che la vita delle persone si può cambiare in meglio”.

     


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