• 14 aprile 2015

    Incontinenza urinaria, in Italia troppi pannoloni e pochi farmaci

    Secondo una ricerca di FederAnziani la rimborsabilità delle terapie produrrebbe risparmio e meno disagio

    Secondo uno studio di FederAnziani 680 mila pazienti incontinenti sono costretti a ricorrere ai pannoloni e non alle terapie farmacologiche con uno spreco, per lo Stato, di 137 milioni di euro

    Seicentottantamila pazienti incontinenti costretti a ricorrere ai pannoloni piuttosto che alle terapie farmacologiche con uno spreco, per lo Stato, di ben 137 milioni di euro. Questo è lo scenario descritto da una ricerca del Centro studi sanità di FederAnziani che ha messo in luce come il Servizio Sanitario Nazionale potrebbe risparmiare introducendo la rimborsabilità delle terapie farmacologiche. Ad oggi, infatti, la spesa per le cure grava interamente sulle tasche dei pazienti per circa 18 milioni di euro, mentre con un investimento stimato di 28,5 milioni potrebbero avere direttamente accesso ai farmaci.

    Secondo lo studio, oltre l'80% dei pazienti con incontinenza d'urgenza viene trattato con pannoloni. A rivolgersi ad un medico per questo problema sono 2 pazienti su 3; di questi solo 1 su 4 riceve cure farmacologiche, appena il 19% del totale, mentre gli altri devono ricorrere ai pannolini. La spesa complessiva per la gestione della patologia oggi è di 296 milioni di euro, di cui 278 milioni relativi al costo dei pannoloni (escluso quello per la distribuzione a carico del Sistema Sanitario Nazionale) e 18 milioni a carico dei privati per la terapia farmacologica non rimborsata dallo Stato.

    "L'Italia - commenta Roberto Messina, presidente di FederAnziani – è uno dei pochi Paesi in Europa in cui le persone incontinenti devono pagarsi le cure farmacologiche di tasca propria. Ma l'attuale sistema, centrato sulla dispensazione dei pannoloni, invece di generare risparmio, è fonte di spreco visto che il Servizio Sanitario potrebbe risparmiare passando alla rimborsabilità delle cure farmacologiche, come accade ovunque. Per non parlare del miglioramento che questo comporterebbe in termini di qualità della vita, considerato che oggi le Regioni, nella scelta dei sistemi assorbenti, privilegiano spesso il pannolone di minore costo - conclude - incuranti dei disagi per i malati".

    Analizzando i dati della ricerca, se si considera il 71% dei pazienti come rispondenti alla terapia farmacologica (318 mila), in caso di rimborsabilità la spesa complessiva ammonterebbe a 28,5 milioni di euro, mentre i non rispondenti continuerebbero a ricorrere ai pannoloni all'attuale costo di 870 euro per paziente, generando una spesa di 112, 5 milioni di euro, con una riduzione pari a 137 milioni.

    Federanziani fa inoltre sapere che nella maggior parte d'Europa le terapie farmacologiche sono rimborsate fino al 100% del costo, consentendo allo Stato un risparmio per ciascun paziente, fino al 60% in meno rispetto all'Italia. La spesa media per incontinente nel nostro Paese infatti, è quasi il doppio della media europea: 706 contro 386 euro. A far schizzare in alto il costo è proprio la voce pannoloni, pari a circa 3 volte il dato europeo.