• 6 dicembre 2019

    ISTAT, il primo rapporto sulla disabilità

    Sono 3 milioni e 100 mila gli italiani che per problemi di salute soffrono di gravi limitazioni nelle attività abituali

    l’Infografica diffusa dall’ISTAT riporta i numeri più significativi dell’indagine contenuti nel rapporto “Conoscere il mondo della disabilità”

    L’ISTAT ha pubblicato il primo rapporto sulle persone con Disabilità in Italia. Si chiama “Conoscere il mondo della disabilità", elabora dati riferiti al 31 dicembre 2017 ed è stato presentato in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, durante un’iniziativa promossa dall'INAIL (l’Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro), il Comitato Italiano Paralimpico e lo stesso Istituto nazionale di statistica, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

     

    In Italia sono state censite 3 milioni e 100 mila persone con disabilità; di queste oltre 1 milione e mezzo sono ultrasettantacinquenni (1 su 5 nella fascia di età) in prevalenza donne (990.000 unità). Il 26,9% di queste persone vive sola, il 26,2% con il coniuge, il 17,3% con il coniuge e i figli, il 7,4% con i figli e senza coniuge, circa il 10% con uno o entrambi i genitori, il restante 12% circa vive in altre tipologie di nucleo familiare.

    Le regioni del Paese dove il fenomeno della disabilità incide maggiormente sono Umbria e Sardegna (rispettivamente l'8,7% e il 7,3% della popolazione). L'incidenza più bassa si registra in Veneto, Lombardia e Valle d'Aosta.

     

    Per quanto riguarda la salute e l’autonomia, il 61% delle persone con disabilità dichiara di essere in cattive condizioni di salute (mentre per il resto della popolazione questa quota raggiunge appena lo 0,6%) mentre sempre secondo quanto riportato nel rapporto, 1 milione e 400mila persone anziane, in gran parte ultrasettantacinquenni (1 milione e 200mila), non risultano essere autonome nella cura della propria persona, nel fare il bagno o la doccia, sdraiarsi e alzarsi dal letto o sedersi e alzarsi da una sedia, vestirsi e spogliarsi, usare i servizi igienici e mangiare.

     

    Anche per quanto riguarda l’istruzione, si conferma una situazione di grave deprivazione. La quota di persone con disabilità che hanno raggiunto i titoli di studio più elevati (diploma di scuola superiore e titoli accademici) è pari al 30,1% tra gli uomini e al 19,3% tra le donne, a fronte del 55,1% e 56,5% per il resto della popolazione. Gli alunni con disabilità iscritti nella scuola italiana nel 2017-2018 sono stati 272 mila (erano circa 200 mila nell’anno scolastico 2009-2010).

     

    EMARGINAZIONE SOCIALE E POVERTÀ

    In Italia sono circa 2 milioni e 300mila le famiglie nelle quali vive almeno una persona con limitazioni gravi.

    Uno tra i dati più allarmanti che emerge dalla fotografia dell’ISTAT è che oltre 600 mila di queste persone risultano prive di una rete di aiuto.

    Per assistere il familiare con disabilità il 32,4% delle famiglie riceve sostegno da reti informali; si tratta di una percentuale quasi doppia rispetto al totale delle famiglie (16,8%). La rete informale di aiuti delle famiglie non consente di fare a meno dei servizi a pagamento. Sono, infatti, comparativamente molte di più le famiglie con disabili che vi fanno ricorso: 24,4% contro il 10,1% del resto delle famiglie.

    Le condizioni economiche complessive dei nuclei familiari con disabili sono peggiori rispetto a quelle del resto delle famiglie: il loro reddito annuo equivalente medio è di 17.476 euro, inferiore del 7,8% a quello nazionale. Il reddito mediano è, invece, di 16.287 (-2,4% rispetto a quello mediano).

     

    LA SPESA DEL WELFARE IN ITALIA

    Nel 2017, il sistema di welfare ha erogato in favore delle persone con disabilità circa 37 miliardi di euro: 23 miliardi sotto forma di trasferimenti di natura assistenziale, finanziati attraverso la fiscalità generale e 14 miliardi con trasferimenti di tipo previdenziale, finanziati attraverso i contributi dei lavoratori e delle imprese. A questo dato va aggiunto che in media i Comuni italiani spendono 2.852 €. pro-capite per gli interventi di integrazione sociale.

     

    Di conseguenza Il 67% delle famiglie nelle quali vive almeno una persona con disabilità non può permettersi una settimana di vacanza all’anno, il 53,7% non è in grado di affrontare una spesa imprevista di 800 euro, più di un quinto non può riscaldare sufficientemente l’abitazione o consumare un pasto adeguato almeno una volta ogni due giorni. Scarsa anche la partecipazione delle persone con disabilità alla vita sociale e culturale: solo il 9,3% dichiara di andare frequentemente al cinema, al teatro, a un concerto o visita un museo durante l'anno; nel resto della popolazione il dato si attesta al 30,8%.

     

    (Fonte: Istat.it)

     

    Per approfondire scarica l’abstract ISTAT