• 12 ottobre 2016

    L'ambulatorio OSA di via Taldi

    La Cooperativa gestisce da 5 anni il centro che eroga servizi di assistenza riabilitativa e terapeutica

    Da sinistra: Vincenzo Palmieri, Carla Paolesse ed Elvira

    “Lavorare qui significa partecipare ad un percorso di crescita e questa è sempre una cosa molto impegnativa, ma coinvolgente. Il nostro lavoro consiste nel cogliere il meglio in ognuno dei nostri utenti, come una lente d’ingrandimento cerchiamo di trasformare ogni miglioramento in un grande successo”. Così Carla Paolesse, direttore sanitario dell'ambulatorio riabilitativo OSA di via Taldi, descrive il suo lavoro con parole belle e profonde. È un pomeriggio di settembre che alterna pioggia e sole, fa caldo, mi incammino verso via Taldi: è una strada stretta, quasi nascosta tra i palazzi che sorgono nella zona est di Roma tra Torre Angela e Tor Bella Monaca. Al numero 37 si trova il centro Ambulatoriale di Riabilitazione, che da 5 anni è gestito direttamente dalla Cooperativa OSA. Il centro oggi è diventato il fiore all'occhiello del territorio, apprezzato e riconosciuto dai cittadini e dalla ASL di competenza, la Roma 2. Qui la Cooperativa OSA eroga servizi di assistenza riabilitativa e terapeutica a pazienti adulti e bambini, anche piccolissimi.

     

    LA PRESA IN CARICO. L’ambulatorio è strutturato in modo da poter erogare diverse tipologie di trattamenti riabilitativi: all’interno si trovano una palestra attrezzata per la fisioterapia e varie stanze dove si svolgono la logopedia, la psicomotricità, la terapia occupazionale e neurocognitiva. All’ingresso è situata una sala d’attesa e la segreteria amministrativa, un punto di riferimento per gli utenti e le famiglie. Finalmente entro nell’Ambulatorio, non ho più caldo, supero un primo momento d’imbarazzo e mi guardo intorno: nella sala d’attesa i genitori e i bambini attendono il loro turno, c’è un clima frizzante e movimentato. La dottoressa Paolesse mi racconta come funziona l'ambulatorio. “I pazienti accedono alla lista d’attesa tramite la richiesta di uno specialista prescrittore, della Asl o dell'ospedale - spiega -. Il turn-over degli utenti segue la dinamica delle dimissioni e dei nuovi inserimenti. La presa in carico del nuovo utente avviene secondo una serie di procedure e protocolli definiti: la prima visita con il medico responsabile del progetto, la redazione del programma riabilitativo individualizzato e la costituzione del gruppo di lavoro. Ogni utente è seguito da una équipe multidisciplinare formata, sulla base dei bisogni riabilitativi che sono emersi in visita, da diversi professionisti”.

     

    UNA STORIA DI COOPERAZIONE. “L’obiettivo della Cooperativa OSA è di integrare il trattamento riabilitativo e quello di integrazione sociale in un percorso comune. La strada è lunga, ma noi vogliamo percorrerla con i nostri utenti al loro fianco, perché si sa: quando si cammina in compagnia la strada sembra più corta e la fatica si affievolisce, sostenendosi a vicenda”, sottolinea Vincenzo Palmieri, responsabile del settore riabilitativo di OSA, nel descrivere la quotidianità di via Taldi . “È nel DNA di OSA quello di vivere insieme all'utente, di coinvolgerlo, tenendo conto delle esigenze di tipo sanitario e sociale, unendo le due cose, come anima e corpo”.

     

    Leggi l'articolo completo pubblicato su OSA News 3-2016