• 29 dicembre 2015

    L'amore di un figlio per i genitori e il lavoro degli operatori OSA

    'Grazie di cuore all'ADI OSA di Palermo per le cure rivolte a mamma e papà con professionalità, affetto e dedizione'

    La famiglia Sciascia: Giuseppe, Anna e Vincenzo

    È la storia dei suoi genitori quella che Vincenzo Sciascia ha deciso di raccontare. È la storia di Anna e di Giuseppe legati in modo indissolubile per 62 anni.

    Anna e Giuseppe hanno condiviso tanti, tantissimi momenti insieme. Hanno messo al mondo tre figli: Rino, Cetty e Vincenzo, il fratello più piccolo. Hanno dato loro la possibilità di studiare e laurearsi e hanno regalato a tutti e tre una casa facendo sempre tanti sacrifici e rinunce. Lei sarta. Lui pilota militare. Una vita semplice resa speciale dall’affetto dei figli, dei nipoti e degli amici. Hanno iniziato a godersi la vita dopo i 60 anni, dedicando il loro tempo libero ai viaggi, alle cure termali, al teatro, al cinema, alla lettura e alla casa al mare.

    Ma è anche la storia di un figlio, Vincenzo, che in un estremo atto di amore ha messo da parte la sua vita privata e il suo lavoro per dedicarsi notte e giorno alla salute di mamma e di papà, affiancato dalla professionalità e dalla solidarietà degli operatori OSA. Un figlio che nonostante i sacrifici, le sofferenze, un divorzio alle spalle non ha mai perso la sua umanità e la capacità di dire grazie. Un gesto che, al tempo stesso, vale come esempio e come monito per tutti.
    Insieme all’anziano padre, Vincenzo decide, lo scorso 30 ottobre, di scrivere una lettera per ringraziare gli operatori OSA di Palermo del servizio di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) che “come angeli inviati da Dio” hanno assistito prima Anna e poi Giuseppe.

    Sono parole tristi ma anche piene di amore quelle che Vincenzo ci confida in un pomeriggio di novembre un po’ uggioso. Anche se a dividerci ci sono una cornetta telefonica e tanti km di distanza (quasi 1000 km è la distanza tra Roma e Palermo), Vincenzo si lascia trasportare dai ricordi e dalle emozioni. La sua voce è quella di un uomo forte, coraggioso, generoso e provato che ha voglia di raccontarsi ma soprattutto di raccontare “che le cose belle esistono, che le persone in gamba ci sono ed è giusto valorizzarle, farne tesoro, come gli angeli di OSA”.

     

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