• 10-04-2019

    L’intelligenza artificiale aiuterà chi soffre di asma e BPCO

    Gli ospedali cambieranno le loro strutture tradizionali, gli algoritmi saranno un ausilio per chi ha una patologia polmonare

    Chi soffre di asma e Broncopneumopatia potrà ricevere un aiuto da un sistema di cure 4.0 per l'assistenza a distanza. Con l’intelligenza artificiale si potranno dimezzare le visite al pronto soccorso e ridurre i ricoveri in ospedale. In tutta Europa si moltiplicano gli studi per migliorare la salute dei pazienti attraverso l’ausilio di big data, sensori, hi-tech.  "Gli ospedali stessi cambieranno volto, l'identikit dei reparti di pneumologia del futuro prevede meno posti letto, meno sale d'attesa e più alta tecnologia", ha chiarito all’Ansa l'architetto Giorgia Zunino, direttore del Master in Redesigning Medicine presso l'Istituto di Design dell'Accademia di Belle Arti di Brescia. Zunino è responsabile del progetto che trasformerà l'ex Ospedale Psichiatrico del Santa Maria della Pietà a Roma nel Parco della Salute e del Benessere. "Per innovare non serve costruire di più, ma ripensare e riorganizzare gli spazi ospedalieri, attingendo alle innovazioni tecnologiche che già integrano ospedale e domicilio".

    Al centro degli studi ci sono gli algoritmi che elaborano dati clinici e parametri vitali per ridurre i ricoveri e gli accessi al pronto soccorso.  Il machine learning riuscirà a prevedere l'evoluzione della malattia nell'arco di 5-10 anni. Questi risultati sono stati presentati al convegno organizzato da Menarini "Limitless: innovazione in pneumologia, un impegno senza limiti", concluso pochi giorni fa a Firenze. Al meeting si sono dati appuntamento esperti di pneumologia, architettura e bioingegneria, matematica e sociologia per fare il punto insieme sul futuro delle malattie respiratorie. L'intelligenza artificiale consentirà un miglioramento nella gestione dei pazienti che soffrono di broncopneumopatia cronico-ostruttiva o BPCO, una patologia che è corresponsabile del 55% dei decessi per cause respiratorie ogni anno e che nel 2030 diventerà la terza causa diretta di mortalità.  "Si può cambiare il destino dei malati di BPCO, permettendo di seguirli meglio a domicilio e di ridurre i ricoveri. Di fatto l'ospedale del futuro sarà praticamente la poltrona di casa”, ha dichiarato Fulvio Braido, Professore di Malattie Respiratorie dell'Università di Genova. Nel Regno Unito, per esempio, secondo i dati del Digital Health Institute, l'algoritmo BPCO Glasgow and Clyde è in grado di prevedere il rischio e lanciare l'allarme se le condizioni del malato stanno peggiorando, rendendo possibile una riduzione del 30% dei ricoveri con un risparmio stimato per il sistema britannico di 1,4 miliardi di sterline.