• 4 agosto 2015

    La storia di Amedeo: 'Con la Cooperativa c'è stato un colpo di fulmine'

    Da 7 mesi assistito da OSA: "Che voto do al servizio? Ottimo direi! Con gli operatori mi sono trovato subito bene"

    Amedeo insieme a sua moglie e a due operatrici di OSA

    “Tra me e OSA c'è stato un colpo di fulmine. Lei conosce le poesie di Gabriello Chiabrera?”. Amedeo se ne sta seduto sul divano bianco di casa sua, ma è come se fosse ancora in cattedra. Perché, nonostante i 74 anni ben portati, ha conservato l'aria un po' seriosa del maestro di scuola elementare, il mestiere svolto orgogliosamente per 31 anni all'istituto San Leone Magno di Roma. Faceva l'insegnante nella “scuola più bella del mondo, quella dove si insegna a leggere e a scrivere ai bambini” poi nel 1986 scopre di avere la distrofia muscolare. Una malattia che lo costringe, con il passare del tempo, ad avere bisogno di sostegno e assistenza.

    Dopo l'esperienza assistenziale con una onlus e 5 anni di attesa per ottenere l'accompagno, finalmente Amedeo ha la possibilità di scegliere l'assistenza domiciliare di OSA attraverso il Servizio di Assistenza e Integrazione Sociale Anziani (SAISA) del IV Municipio, la zona in cui risiede. È storia recente, dell'ottobre scorso, eppure basta e avanza per promuovere a pieni voti OSA. I pochi mesi di “collaborazione” come lui stesso la definisce, sono infatti estremamente positivi e il voto che l'ex maestro di scuola assegna alla Cooperativa è molto alto. “Ho iniziato il mio percorso assistenziale 7 mesi fa – racconta – e mi trovo ottimamente. Ho conosciuto operatori e operatrici alla mano, molto disponibili, che cercano di soddisfare ogni mia richiesta. Ho avuto, sin da subito, l'impressione di avere a che fare con una cooperativa organizzata in maniera capillare e molto attenta ai bisogni dell'assistito. Un voto a OSA? Direi ottimo!”.

    Con Angela, Letizia e Andrea, gli operatori che vede più spesso, Amedeo trascorre delle ore piacevoli due volte alla settimana. “Insieme agli operatori usciamo a fare delle commissioni e, se serve, mi mettono a disposizione anche la macchina. Con ognuno di loro ho instaurato un rapporto molto bello, ci confrontiamo, scherziamo e ci scambiamo esperienze di vita”. E Amedeo è il tipo di assistito che “ti apre un mondo” per dirla con le parole di Annamaria Corbelli, assistente sociale di OSA che coordina il servizio SAISA. È stata lei ad entrare per la prima volta nell'abitazione di Amedeo insieme alla responsabile dei servizi sociali del Municipio e agli operatori. In poco tempo, ha conosciuto una persona splendida. “Quando entriamo in casa di un utente - dice a OSA News - di solito ci vuole un periodo di studio, si deve necessariamente sperimentare un percorso comune per conoscersi e instaurare un certo tipo di rapporto. Con Amedeo invece siamo entrati subito in sintonia, abbiamo costruito immediatamente un legame basato su fiducia e rispetto. Il rapporto tra di noi è nato in breve tempo e questo è un evento magico scaturito grazie alla professionalità degli operatori ma anche alla disponibilità di Amedeo e di sua moglie Patrizia che mette tutti a loro agio”.

    Leggi il racconto dell’operatrice Letizia Tata, una delle ultime arrivate in OSA