• 11 Ottobre 2013

    La storia di Nick Vujcic: il coraggio per raggiungere la felicità

    Nato senza arti a causa di una malattia genetica, l'australiano è riuscito a costruirsi una vita felice

    "Anche se mi rendo conto che non potrò tenere le mani di una donna, quando arriverà il momento saprò tenere il suo cuore". Così insegnava Nick Vujicic in uno dei suoi interventi in pubblico. L’australiano, nato senza arti a causa di una malattia genetica, la sua principessa l’ha conquistata davvero. È la splendida Kanae Miyahara, dalla quale ha avuto di recente un figlio, Kiyoshi James. Nick adesso gira il mondo raccontando la sua storia, insegnando che la felicità è sempre possibile, anche se per raggiungerla occorre coraggio e determinazione.

    Nick Vujicic, australiano, è nato senza braccia e gambe a causa di una rara malattia genetica, la tetramelia. Una situazione che avrebbe messo alle corde chiunque. Non Nick, che è riuscito a prendere in mano la sua vita senza perdersi d’animo. Non ha rinunciato a nulla, in questi anni. Ha vissuto una vita piena, fatta di studio, lavoro e svago, come tutti. Nei video di cui è protagonista e che girano in rete lo si vede pescare, andare al mare o, addirittura, giocare a calcio.

    Come è facile immaginare, la vita di questo straordinario uomo non è stata sempre felice. Da piccolo, a scuola i bulli lo prendono di mira per la sua disabilità. A dieci anni arriva a pensare al suicidio. Ci prova due volte senza successo, cercando di affogarsi nella vasca di bagno. “Ci sono stati momenti – racconta in uno dei suoi interventi – in cui pensavo alla mia vita e dicevo: non posso fare questo, e neanche quest’altro. Così rischi di concentrarti sulle cose che vorresti e su quelle che non vorresti avere. Finisci per dimenticare quello che hai”. 

    Un giorno la madre gli mostra un articolo di giornale sulla vita di un uomo portatore di handicap che è riuscito a raggiungere la felicità. È il punto di svolta. Il momento in cui Nick capisce di non essere solo e abbraccia la fede in Dio. Comprende che la riconoscenza è la chiave per stare bene con se stessi.

    Ora, dirige un’associazione no-profit, Life without limbs, per aiutare le persone con problemi simili al suo. È sempre in viaggio, per la sua attività di speaker motivazionale. Racconta le sue esperienze in un blog, nel quale raccoglie le storie delle persone che incontra e alle quali insegna, con tanta forza e un pizzico di autoironia, che la felicità non è in ciò che si vorrebbe, ma in quello che si ha.