• 12 luglio 2018

    Long-Term Care THREE, l'intervento di Milanese

    Il presidente di OSA e di Confcooperative Sanità ha parlato di ADI e di cooperazione all'incontro di Italia Longeva

    Il presidente di OSA e di Confcooperative Sanità, Giuseppe Milanese, è intervenuto al convegno Long-Term Care THREE

    Il presidente di OSA e di Confcooperative Sanità, Giuseppe Milanese, è intervenuto questa mattina alla seconda giornata di Long-Term Care THREE, Gli Stati generali dell'Assistenza a lungo termine, la due giorni organizzata da Italia Longeva presso il Ministero della Salute. Il presidente Milanese si è confrontato con esponenti del mondo accademico, sanitario e istituzionale in una tavola rotonda che ha seguito la presentazione dell'indagine sull'Assistenza Domiciliare Integrata, condotta da Italia Longeva.

    Lo studio ha evidenziato come il trend dell'offerta di cure domiciliari agli anziani sia in crescita (+0,2% rispetto al 2016) pur restando un privilegio per pochi e con forti disomogeneità: a goderne infatti sono solo il 3,2% di over65 residenti in Italia. Questo dato inoltre varia fortemente a seconda delle aree del Paese e perfino all'interno delle stesse Regioni, per quanto riguarda l’accesso al servizio, le prestazioni erogate rispetto quelle inserite nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), le ore dedicate a ciascun assistito, la natura pubblica o privata degli operatori e il costo pro capite dei servizi.

    In media, le Aziende Sanitarie Locali coinvolte nello studio garantiscono agli anziani l'87% delle 31 prestazioni a più alta valenza clinico-assistenziale previste nei Lea, mentre un'evidente disomogeneità riguarda il numero di accessi in un anno anche nella stessa Regione come avviene in Lombardia dove gli accessi all'ATS Milano sono pari a 41 mentre quelli all'ATS Montagna (provincia di Sondrio) si attestano a 8. Dati differenti anche per quanto riguarda le ore di assistenza erogate ad ogni singolo assistito, ad esempio alla ASL Torino 5 le ore di assistenza previsto nel PAI (Piano di Assistenza Individuale) sono 9, mentre nella ASL Roma 4 si arriva a 75. Ad un'ampia variabilità di assistiti e attività erogate corrispondono poi costi differenti per la singola presa in carico con spese che variano dai 543 euro della Ats Montagna (Lombardia) agli oltre 1000 euro della ASP Potenza (Basilicata).


     

    “È dal 1992 che parliamo dell'assistenza domiciliare come di una Torre di Babele, in cui ci sono modelli assistenziali differenti, dove non esiste una logica comune - ha detto durante il suo intervento il presidente Milanese -. Il nostro Sistema Sanitario ha ormai 40 anni e non è più in grado di rispondere ai bisogni dei cittadini. Tutto questo genera disuguaglianza che non è solo nel gradiente da Nord a Sud, ma anche nelle differenze di aspettativa di vita che si registrano all'interno della stessa città, a seconda che una persona nasca in collina o in periferia come avviene, ad esempio, nella città di Torino”. In un contesto così disomogeneo e di fronte al progressivo aumento della cronicità e dell'invecchiamento della popolazione, Milanese ha sottolineato come la cooperazione sia “uno strumento che, se utilizzato bene, permette di mettere insieme professionalità diverse al servizio dei cittadini”. Un'esperienza che sta già dando i suoi frutti in Confcooperative Sanità. “In federazione – ha ricordato il presidente di OSA – dal 2010 faccio la fatica di mettere insieme cooperative socio-sanitarie, medici, farmacie di servizi e mutue per costruire un sistema che possa essere sussidiario, che si ponga come partner del sistema laddove il SSN non può arrivare”.