• 28-11-2018

    Luci e ombre della Sanità in Italia

    Secondo l'UE siamo primi per qualità  e aspettativa di vita, ma spendiamo poco per la Sanità 

    Secondo il rapporto UE in Italia è presente poco personale sanitario di servizio: 5,4 infermieri ogni mille abitanti.

    L’Unione Europea ha presentato il consueto rapporto annuale sullo stato di salute dei sistemi sanitari europei “Health at a Glance Europe 2018”. Il rapporto si basa su analisi comparative dello stato di salute dei cittadini dell'Ue e delle prestazioni dei sistemi sanitari nei 28 Stati membri, ai quali si aggiunge una comparazione con i dati OCSE 2018 (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) relativi ad altri Paesi europei che non fanno parte dell'Ue (Islanda, Norvegia, Svizzera e Turchia) e ai maggiori partner OCSE degli altri continenti (Australia, Canada, Cile, Israele, Giappone, Corea, Messico, Nuova Zelanda e Stati Uniti).

     

    Le principali criticità della Sanità italiana

     

    Per quanto riguarda la situazione del nostro Paese i dati confermano che in Italia si spende poco per la Sanità sia pubblica, che privata.

     

    Secondo l’OCSE l’Italia indirizza una quota del proprio PIL in linea con la spesa media degli altri Paesi (sia Pubblica, che privata) pari al 8,9 %, ma se si considera la spesa procapite e a parità di potere di acquisto, il ‘Bel Paese’, con 3.391 dollari è nettamente sotto la media Ocse (4.003 dollari) ed è in questa non brillante posizione l'unico dei maggiori partner Ue assieme alla Spagna.

     

    Inoltre confrontando la spesa pubblica e quella privata a parità di potere di acquisto, si nota che l'Italia è ancora di più al di sotto della media Ocse per la spesa pubblica (- 452 dollari annui procapite) e che la quota di spesa privata “Out of pocket” cresce rispetto alle rilevazioni precedenti raggiungendo il 23,6% del totale (media Ocse 20,3%).

    Insomma in Italia si spende meno che negli altri paesi europei avanzati e soprattutto cresce il peso della spesa privata, quella direttamente a carico delle famiglie.

     

    Nel dettaglio in Italia si rileva una copertura pubblica della spesa sanitaria al 96% per la spesa ospedaliera, al 63% per quella farmaceutica, al 59% per l'assistenza medica ambulatoriale, al 20% per la diagnostica.

     

    Nella specifica classifica sui ricoveri l’Italia è sestultima con 11.555 per centomila abitanti rispetto alla media Ocse di oltre 15.650 (in Germania siamo quasi a quota 25700).

     

    Le giornate di degenza da noi sono più basse della media Ocse (7,80 contro 8,12 considerando tutti i tipi di ricoveri) in Giappone si resta in Ospedale per 28,50 giorni.

     

    Inoltre nel Sistema sanitario italiano è presente poco personale di servizio: 5,4 infermieri ogni mille abitanti, una cifra ben lontana dai 9,4 della media Ocse.

     

    Non solo carenze ma anche eccellenze in Italia

     

    Nonostante questo dai dati emergono comunque alcuni ottimi risultati di salute del nostro Paese con un'aspettativa di vita che si conferma tra le più alte e stili di vita tra i migliori dei 35 paesi dell'area europea.

     

    Nel nostro paese si vive a lungo. L’Italia infatti è ai primi posti per aspettativa di vita, quarta nell’Ocse dopo Giappone, Svizzera e Spagna con 83,30 anni medi (81 per i maschi e 85,60 per le femmine).

     

    Per quanto riguarda la mortalità infantile (decessi per 1.000 nati vivi). Il nostro Paese è molto al di sotto della media Ocse: 2,80 contro 3,85.

     

    In Italia inoltre autolesionismo e suicidi hanno una bassa incidenza: 5,70 per 100.000 abitanti contro la media Ocse di 11,58.

     

    Infine nella classifica delle morti prevenibili quelle, cioè che possono essere evitate con interventi di salute pubblica, l'Italia è al primo posto, con 151 ogni 100mila abitanti, molto meno della media Ue che è 216.

     

    Confortanti infine i dati sugli stili di vita che inseriscono gli italiani nelle zone basse delle classifiche per quanto riguarda consumo di alcol e obesità.

     

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