• 4 luglio 2018

    Milanese: La cooperazione sanitaria terza via per ripensare SSN

    Il presidente di OSA riconfermato alla guida di Confcooperative Sanitŗ al termine dell'Assemblea Nazionale

    Il presidente di OSA e di Confcooperative Sanitŗ, Giuseppe Milanese

    Il presidente di OSA Giuseppe Milanese è stato riconfermato alla guida di FederazioneSanità che oggi, al termine dell'Assemblea Nazionale, ha mutato il proprio nome in Confcooperative Sanità. “Circa 12 milioni di italiani rinunciano a curarsi per difficoltà economiche; oltre 7 milioni si sono indebitati per farlo; 2,8 milioni hanno venduto casa per sostenere le spese per la salute. Sono invece 11 milioni quelli che si sono assicurati per la copertura sanitaria”. Con queste parole il presidente Milanese ha aperto l'evento assembleare che si è svolto questa mattina presso il Palazzo della Cooperazione. Quasi 150mila soci, 16mila occupati e servizi di welfare a 1 milione di persone attraverso cooperative, medici, farmacisti e mutue sanitarie: questi i numeri di Confcooperative Sanità che oggi ha concluso il suo percorso assembleare con l'incontro di Roma, importante epilogo dopo gli appuntamenti territoriali organizzati nelle settimane passate in tutta Italia. “Ripensiamo il nostro SSN: la terza via della Cooperazione” è il titolo che ha caratterizzato l'Assemblea Nazionale, un momento che ha permesso a Confcooperative Sanità non solo di rinnovare le proprie cariche sociali, ma anche di tracciare un focus sulla mappa dei bisogni e dei servizi dedicati alla salute e all’assistenza delle cronicità in Italia alla luce del progressivo invecchiamento e impoverimento della popolazione e della crisi che sta attanagliando i modelli universali di assistenza.

     

    TERZA VIA PER IL SSN. “Crediamo che la cooperazione sanitaria sia la via per ripensare il sistema - ha spiegato Milanese durante il suo intervento, nel corso del quale sono stati resi noti i dati rielaborati su fonte Istat e Censis -. Una terza via, tra Stato e mercato, che si sostanzia in un network multiprofessionale e integrato di cooperative di medici, di operatori sanitari, di farmacisti e di mutue, che si propongono di affiancare il SSN in chiave sussidiaria. Non semplici erogatrici di prestazioni, ma corresponsabili nella gestione dei servizi di fronte ai cittadini. Uno strumento prezioso per ridurre le disuguaglienze e contrastare la privatizzazione strisciante del Ssn”. “A 40 anni dalla sua istituzione – ha ricordato – il Servizio Sanitario Nazionale sta vivendo una crisi senza precedenti. Il risultato è l’intasamento delle strutture ospedaliere, dove un ricovero costa non meno di 700-800 euro al giorno. Con gli stessi soldi si potrebbero assistere, quotidianamente, 10 persone fuori dall’ospedale. È sul territorio che va costruita la risposta: un sistema di assistenza primaria, una rete complessa e capillare in grado di prendere in carico direttamente nel cuore della comunità il bisogno assistenziale dei cittadini, concentrando sull’ospedale solo cure e interventi più importanti”.

     

    CALANO MEDICI E SERVIZI. Cresce la domanda, ma calano medici e servizi: “Nei prossimi anni, in considerazione dell’andamento demografico – ha proseguito Milanese – avremo da un lato una crescente domanda di servizi, dall’altro un calo progressivo del numero di medici e infermieri impiegati nel SSN. Solo nel 2015 si sono registrati 10 mila dipendenti in meno rispetto all’anno precedente. Tra il 2009 e il 2015 i posti persi sono stati complessivamente 40.364. Situazione destinata a peggiorare se si considera che l’età media è salita nel 2015 oltre i 53 anni per i medici e oltre i 47,4 per gli infermieri (dati ministero Economia 2016). Nei prossimi 5 anni, infatti, assisteremo a un esodo di 30 mila medici che determineranno un calo del 30% delle attività. Già oggi la penuria di anestesisti (ne mancano 4 mila) fa saltare un intervento su 3”. Non è una questione di spesa, ha precisato Milanese, ma di riorganizzare i servizi in un Paese che cambia e che invecchia. “La spesa sanitaria a carico dei privati nell’ultimo anno ha raggiunto i 40 miliardi di euro (+10,3% tra il 2012 e il 2017). Quella pubblica, invece, rappresenta il 75% della spesa sanitaria corrente e negli stessi anni ha registrato una crescita media annua dello 0,5% rispetto a quella delle famiglie che è aumentata mediamente del 2% annuo. Una situazione che grava maggiormente sulle famiglie a basso reddito: 7 su 10 dichiarano infatti che la spesa per la salute incide pesantemente sul bilancio familiare, mentre il 47% dichiara di tagliare altre spese per pagare la sanità. Il problema non è la spesa in sè. Non chiediamo di aumentarla, ma di ottimizzarla, considerando che su 26 miliardi di spesa per Ltc (long term care), appena 588 milioni vanno in servizi e il resto in trasferimenti monetari”.

     

    ELETTO IL NUOVO CONSIGLIO NAZIONALE. FederazioneSanità ha dunque cambiato il proprio nome in Confcooperative Sanità. Giuseppe Milanese è stato confermato alla presidenza, mentre sono stati rinnovati il Consiglio Nazionale, il Consiglio di Presidenza ed i Vice Presidenti. Sei i vice presidenti eletti. Si tratta di Mauro Abate (Vice Presidente Vicario); Maria Grazia Mediati, Michele Odorizzi, Mario Sacco, Raffaele Sellitto e Patrizio Tambini. Sono invece 45 i membri del Consiglio Nazionale della nuova Confcooperative Sanità: Giovanni Lucchini, Alessandra Leoni, Rosanna Giordano, Cesare Guidi, Pierluigi Lucini, Costanza Lanzanova, Luciano Dragonetti, Margherita Semeraro, Alberto Festa, Sergio Bonetti, Marco Marchi, Teodora Di Santo, Fabio D’Andrea, Mario Sorlini, Raffaele Bonito, Marco Crimi, Marco Marcocci, Sergio Principe, Federico Bendinelli, Alessandro Trere’, Barbara Truffelli, Cristina Amadori, Denis Ermeti, Angela D’Agostino, Tino Cornaglia, Filippo Menin, Mario Lombardo, Giuseppe Greco, Mario Ricotta, Fedele Natuzzi, Bruno Farci, Agatino Cundari, Marina Currò, Anna Batini, Massimo Barbero, Domenico Crisarà, Luca Bernardinetti, Elisabeth Cellie.


     

    GLI ALTRI INTERVENTI. Al dibattito hanno partecipato esponenti del mondo istituzionale, accademico e cooperativstico. Tra questi, il prof. Roberto Bernabei del Policlinico Agostino Gemelli-Università Cattolica del Sacro Cuore ha ricordato come sia “vitale ideare nuovi modelli organizzativi per far fronte ad un esercito di anziani soli e non autosufficienti di cui il Paese dovrà farsi carico nei prossimi anni”. Il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, ha invece esortato il nuovo gruppo dirigente di FederazioneSanità ad “aprire un cantiere di un nuovo welfare che metta al centro il bisogno dei cittadini e la capacità di organizzazione autonoma della società civile. Un welfare cooperativo, una via intermedia tra le chimere di un pubblico autosufficiente e le sirene del privato speculativo”.