• 4 maggio 2016

    Nontiscordardimé, la storia del piccolo I. e di sua mamma Hind

    Una testimonianza raccolta durante l'uscita operativa dell'unità mobile a Santa Maria della Fiducia

    L'unità mobile del progetto Nontiscordardimé nel cortile della parrocchia di S.Maria della Fiducia

    Si chiama Hind e viene dal Marocco. È una delle mamme che ieri, come ogni martedì, ha scelto di accompagnare suo figlio, il piccolo I., 2 anni e mezzo, dall'équipe pediatrica di Nontiscordardimé per una visita. C'è il sole che scotta sopra alla parrocchia di Santa Maria della Fiducia, a Borgata Finocchio. Il camper con i bambini colorati arriva puntuale poco dopo le 15.30 e si sistema nel grande piazzale di cemento. Hind, in Italia dal 2005 e residente in zona, è già lì ad attendere il mezzo. È la seconda volta che incontra la dott.ssa Rosaria Giampaolo e gli infermieri della Cooperativa OSA. “Ho conosciuto questo progetto grazie a Don Luca e alla parrocchia – racconta con un italiano perfetto – con la dottoressa mi sono trovata veramente bene, si è dimostrata disponibile e gentile, dandomi tutte le informazioni che cercavo. Questa mattina non ho fatto in tempo a portare mio figlio dal pediatra, così ho deciso di accompagnarlo qui”.

     

    Il bimbo ha avuto seri problemi gastrointestinali: ha passato la notte scorsa in ospedale, al Policlinico Umberto I, ora sta meglio ma mangia poco ed ha la nausea. La mamma vuole avere informazioni per capire quali alimenti può dare a suo figlio, per capire semplicemente come deve comportarsi. Libera il piccolo dal passeggino, lo prende in braccio e accompagnata dalla coordinatrice sanitaria Giovanna Russo sale a bordo. Dopo la visita si dimostra soddisfatta. “Mio figlio sta bene - spiega - il peggio è passato. La dottoressa mi ha detto cosa posso dargli da mangiare: pasta, riso, fette biscottate. Lo ha visitato con attenzione, mi ha dato dei consigli preziosi su come alimentarlo e su come curarlo. Presto potrà tornare all'asilo insieme ai suoi compagni”.

     

    Quella di Hind è solo una delle testimonianze che si possono raccogliere durante le tappe che l'unità mobile di Nontiscordardimé affronta con cadenza settimanale, ormai dal dicembre scorso, nelle parrocchie e nelle periferie della Capitale. Sono piccole storie di assistenza, informazione, prevenzione, cura che ad ogni uscita operativa, ad ogni incontro, aggiungono una nuova pagina a questo racconto bellissimo.  

     

    Per maggiori informazioni consultare il sito e la pagina Facebook del progetto