• 2 agosto 2017

    Nontiscordardimé, la storia del semplice gesto di Tiziana e suo marito

    Nella parrocchia San Filippo Neri un gruppo di volontari aiuta gli anziani soli attraverso lo sportello di ascolto

    Intervista a Tiziana, una delle volontarie del progetto Nontiscordardimé nella parrocchia San Filippo Neri

    Tiziana è una dei 10 volontari che ha aderito al progetto Nontiscordardimé senior nella parrocchia San Filippo Neri. A turno, una volta a settimana, il mercoledì pomeriggio, presta servizio presso lo sportello di ascolto (UAOSS) adibito nei locali parrocchiali per ricevere chi ne ha bisogno e dare informazioni socio-sanitarie, prenotare gli esami specialistici da effettuare e accompagnare alle visite mediche le persone sole.
     

    “Ho iniziato questo servizio - ci racconta Tiziana, maestra di scuola dell’infanzia - un paio di anni fa partecipando a un corso di formazione organizzato da alcuni medici del Policlinico Gemelli per assistere anziani e persone straniere per aiutarle a monitorare e migliorare le loro condizioni di salute.
     

    Dall’anno scorso questo progetto ha preso il nome di Nontiscordardimé - prosegue la maestra romana sorridendo - ho condiviso da subito i principi su cui si basa: arrivare alle periferie per aiutare le persone più fragili e bisognose, proprio come vuole Papa Francesco”.
     

    Tiziana ha una voce molto energica e rassicurante allo stesso tempo. Ha una grande forza di volontà ed è felice di poter essere d’aiuto agli altri. Proprio come è successo di recente con una signora di 75 anni, sola, residente a Casal Bertone, un quartiere molto lontano rispetto al suo.
     

    “Mi ha chiamato Ilaria, una operatrice UAOSS della Cooperativa OSA- racconta Tiziana - e mi ha chiesto se potevo aiutarla a risolvere un’emergenza. Una signora anziana aveva urgenza di essere visitata all’Ambulatorio del Policlinico Casilino dopo essersi rotta una spalla ma era sola e non aveva nessuno che potesse accompagnarla.
     

    Mi sono immediatamente resa disponibile ma non avendo la macchina ho fatto presente che avremmo potuto raggiungere la destinazione insieme soltanto con i mezzi pubblici. Questa storia ha avuto per fortuna un lieto fine perché ci ha accompagnato mio marito con la macchina.
     

    La signora ci ha ringraziato tantissime volte e ho addirittura ricevuto la telefonata della figlia che vive a Siena il giorno dopo. Io e mio marito abbiamo fatto una piccola azione e siamo stati ripagati con sorrisi, parole di stima da due persone dolcissime che purtroppo sono lontane vivendo in due diverse città”.
     

    Grazie a questa esperienza positiva, è in cantiere per i prossimi mesi l’idea di coinvolgere i volontari Nontiscordardimé a prestare servizio anche in parrocchie diverse da quella frequentata in modo da estendere la rete su tutto il territorio romano.