• 12 ottobre 2018

    OSA in 90

    Il papà: "Grazie a OSA, mio figlio giocherà al campionato di basket in carrozzina per abbattere ogni barriera"

    La seconda edizione di OSA in 90’’ è dedicata alla rubrica ‘Storie di ordinaria umanità’. Il protagonista vive a Palermo ed è un ragazzo di 12 anni, Nicola, affetto sin dalla nascita da spina bifida.
     

    Dall’età di tre anni, gli operatori di OSA lo assistono a domicilio sia a livello infermieristico che fisioterapico. Sono tante le difficoltà che il giovane e la sua famiglia affrontano, insieme, ogni giorno ma Nicola non ha mai smesso di sognare e di lottare.
     

    Da giugno, il sogno più grande di Nicola è diventato realtà. Anche grazie a OSA giocherà nelle giovanili di basket in carrozzina.
     

    “Insieme ai Ragazzi di Panormus, l’associazione dilettantistica che dà anche il nome alla squadra - ci spiega il responsabile del progetto Gianluca Biffa - noi di OSA abbiamo reso possibile la realizzazione di un sogno. Come anticipato durante l’Assemblea dei soci di OSA a Roma, Nicola giocherà nella prima squadra giovanile di basket in carrozzina di Palermo e, incredibilmente, parteciperà, al Campionato della Federazione italiana. Quello sguardo di Nicola così grintoso e tenace che avevamo visto in Assemblea, lo stiamo vedendo nei fatti, costantemente e quotidianamente, durante gli allenamenti. Siamo felici di aiutare lui e i suoi compagni di squadra a giocare questa importante partita della loro vita per abbattere ogni tipo di barriera”.
     

    Il papà di Nicola, Salvatore, primo fan del figlio e sportivo come lui, ringrazia OSA per l’opportunità che sta regalando a Nicola e ai suoi amici e per l’umanità con cui tutti gli operatori della Cooperativa si prendono cura del ragazzo, che ormai considerano un piccolo amico.
     

    “Noi a OSA dobbiamo la vita. Io e la mia famiglia non ci stancheremo mai di ringraziare tutti gli operatori per la loro sensibilità - racconta il papà Salvatore - È straordinario che una Cooperativa che da anni assiste e si prende cura di nostro figlio, abbia deciso di fare ancora di più. Permettere a Nicola di fare lo sport che ama, anche a livello agonistico. Il messaggio che OSA lancia con il suo sostegno è fondamentale. Anche i ragazzi con disabilità hanno il diritto di sognare e di provare a superare i propri limiti”.