• 5 novembre 2019

    OSA, quella rete a forma di sorriso

    Dall’empatia quotidiana alla cura dei dettagli, dall’amore di Francesca alla gioia di Ulisse, dalla dedizione di Agnese alla passione di Giovanni: quando l’Alzheimer si riscopre vita

    Ulisse insieme a Giovanni, l'OSS della Cooperativa che lo assiste quotidianamente

    Da 3 anni, Ulisse è affetto da Alzheimer: una montagna alta, altissima da scalare, di cui spesso non si intravede la fine. Eppure non è solo, e non lo è mai stato: non solo per l’amore di sua moglie, Francesca, da 50 anni al suo fianco. Lui 83 anni, lei 71, formano un’unione quasi utopica, costantemente piena di cura e dedizione reciproca. Ma, appunto, Ulisse non è solo in nessun senso: poiché a scalare la “montagna” insieme a lui, da circa 5 mesi c’è OSA – precisamente il Servizio Alzheimer attivo da 3 anni e più nei territori di Subiaco, Zagarolo, Tivoli, Monterotondo e Guidonia.

     

    Un Servizio che Agnese, la Coordinatrice, ci racconta nei dettagli con occhi illuminati di speranza e ferrea disciplina al tempo stesso. La storia di questo Servizio incontra la storia di Ulisse e di Francesca - come viene raccontato nelle pagine del terzo numero del Magazine OSA “50MILA VOLTI” - e quel mostro che è l’Alzheimer diventa così una nuova dimensione di vita: una vita fatta di tante persone, tanti sorrisi, tante gioie pur nelle più ostiche difficoltà.

     

    Nessuno è esente da questa gioia: non lo è Giovanni (l’OSS che quotidianamente si prende cura di Ulisse), non lo è Francesca, non lo è Agnese, non lo è soprattutto Ulisse, le cui risate sono forti non solo di volume. E la montagna da scalare diventa, dunque, un’esperienza corale, una rete d’amore condivisa da esseri umani i cui valori, la cui umanità si fa sostegno quotidiano e imprescindibile.

     

    Clicca qui per leggere la storia di Ulisse pubblicata sul numero 3 del Magazine OSA 50MILA VOLTI