• 19 aprile 2018

    Osservasalute, Milanese: disuguaglianze e cronicità vere emergenze

    I dati del rapporto presentato oggi al Gemelli. Divario tra Nord e Sud, tra centro e periferia, livelli di non autosufficienza sempre più alti. 'Le cooperative possono raccogliere la sfida'

    Il presidente di OSA e di FederazioneSanità, Giuseppe Milanese

    Nel nostro Paese si muore meno per tumori e malattie croniche, ma solo dove la prevenzione funziona. Piccoli passi avanti sono stati fatti sugli stili di vita, ma sono in aumento gli obesi e non diminuiscono i fumatori. In Italia si registrano livelli di cronicità e non autosufficienza tra gli anziani superiori alla media UE e a farne le spese sono soprattutto le donne. Non è un caso, infatti, che il Belpaese sia addirittura al quindicesimo posto tra gli Stati dell'Unione per speranza di vita alla nascita senza limitazioni fisiche. L'11% degli italiani non autosufficienti non è in grado di svolgere autonomamente le attività quotidiane. Un problema che mette a rischio i conti della sanità visto che oltre un italiano su 5 ha più di 65 anni e nel tempo aumenteranno. Spesso l’artrosi è fra le cause della mancata autosufficienza. Fra gli anziani è uno dei valori più alti d’Europa (46,6%), subito sotto Portogallo e Ungheria. Persiste inoltre il divario tra Nord e Sud Italia, con ricadute anche gravi sulla salute degli italiani lungo lo Stivale, come si vede anche dall’ampia disparità sulla capacità di prevenire e curare alcuni tipi di tumore. Tali criticità si registrano soprattutto in alcune regioni del Centro Sud. Nel 2017 infatti l’aspettativa di vita nella provincia di Trento è di 81,6 anni per gli uomini e 86,3 anni, per le donne. Un dato sensibilmente inferiore in Campania, dove la speranza di vita alla nascita è la più bassa del Paese (78,9 anni per gli uomini e 83,3 anni per le donne).

     

    È questo il quadro che emerge dal XV Rapporto Osservasalute 2017, un progetto dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, presentato oggi al Policlinico Agostino Gemelli di Roma e frutto del lavoro di 197 ricercatori distribuiti su tutto il territorio italiano che lavorano presso Università e numerose istituzioni pubbliche nazionali, regionali e aziendali, quali, tra gli altri, il Ministero della Salute, l'Istat, l'Istituto Superiore di Sanità, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, l'Istituto Nazionale Tumori, l'Istituto Italiano di Medicina Sociale e l'Agenzia Italiana del Farmaco.

     

    IL COMMENTO DEL PRESIDENTE MILANESE. “I dati che emergono dal Rapporto Osservasalute confermano come le disuguaglianze a livello di salute e l'aumento della cronicità siano diventate il principale problema che attanaglia il Paese – è il commento del presidente di OSA e di FederazioneSanità, Giuseppe Milanese –. Viviamo in un'Italia a due velocità in cui esistono differenze significative non soltanto su un gradiente Nord-Sud, ma anche nelle stesse città, dal centro alle periferie.

    Come dimostra uno studio epidemiologico condotto a Torino sulle diseguaglianze di salute tra quartieri ricchi e periferie delle città, un residente dei quartieri ad alto reddito di Torino ha una speranza di vita di 4 anni superiore, rispetto ad un abitante di un quartiere popolare della stessa città. Con un gradiente che si fa evidente attraversando la città trasversalmente, passando dalle zone benestanti a quelle a basso reddito. Insomma, a rimetterci in termini di qualità dell'assistenza e dei servizi sono sempre le persone che hanno bisogno di cure, specialmente quelle che vivono in certe zone del Paese o nelle periferie delle grandi città”.

    Secondo Milanese “è necessario strutturare un sistema di welfare inclusivo e solidale che si affianchi al nostro SSN. Le cooperative possono raccogliere questa sfida, perché hanno già dimostrato nei fatti di saper rispondere alle reali esigenze dei cittadini. Lo ribadiamo con forza: occorre ripensare il sistema e dare all'assistenza primaria una regia unica che permetta a livello nazionale, in tutte le regioni, di offrire un percorso univoco e uniforme di assistenza per tutti i cittadini”.

     

    Sacrica e leggi il Rapporto Osservasalute 2017